VILLA BORGHESE, FIN DALLA PORTA COMPARE IL DEGRADO

Non c’è proprio pace per Villa Borghese, da qualunque parte la si consideri. L’ingresso dalla Porta del Popolo – che nel 1830 si volle monumentale coi Propilei di un architetto quale Luigi Canina – potrebbe stare in una qualunque periferia abbandonata. Cassonetti di rifiuti che rigurgitano da ogni parte, il muretto accanto alle colonne di accesso continuamente intaccato e semidiruto, sporcizia ovunque, senza tregua. Finalmente si è VILLA BORGHESEmessa mano alla abolizione dei mercatini ambulanti abusivi che hanno invaso la zona rendendo impossibile il passaggio fra il Flaminio, che resta comunque un bel quartiere, e la Stazione delle Ferrovie di Roma Nord. Uno dei pochi assi ferroviari di Roma, da questo punto di vista gracilissima, e, malgrado ciò, tenuta in condizioni deplorevoli. A volte persino poco rassicuranti. I residenti del II Municipio da anni insistono, guidati da donne intrepide, per tanto tempo la mitica Suso Cecchi D’Amico, ora, fra le altre, la instancabile Karine Robert, per ridare decoro e funzionalità all’intera Villa, a questa vasta area di verde e di musei, creata secoli fa per lo svago dei romani ed ora svilita, nella parte che digrada verso il Flaminio, a suk e a parcheggio di pullman. Ripensando al piano razionale dei parcheggi esterni attuato per il Giubileo 2000 dalla Giunta Rutelli-Tocci col contributo fondamentale del secondo vengono i brividi. Nulla si è fatto per il Giubileo 2016, nulla si continua a fare. Nell’inerzia, la Babilonia dei pullman d’ogni sorta e colore impazza per la città antica concorrendo potentemente allo smog e al caos. Qui poi, nel cuore della Roma più bella, fra la Porta del Popolo e Villa Lubin si è deciso, dai tempi della Giunta Alemanno, causa prima del disordine odierno, di collocare in bella vista schiere di pullman turistici. Una vergogna. E anche un pericolo pubblico ricorrente visto che da qui, dai bus degli hooligans olandesi, ubriachi e violenti, partì l’irruzione di massa, prima verso l’alto della Villa, poi verso il vicino Tridente, Piazza di Spagna, la Barcaccia berniniana. Quanti mesi ancora dovranno passare perché si avverta un qualche segnale di cambiamento strutturale? Fra un po’ arriva il Concorso Ippico col solito caravanserraglio di tende, tendoni, banchi e banchetti commerciali, che ogni anno danneggia alberi e siepi. Possibile che questi guasti non possano venire risparmiati alla Villa storica più frequentata e quindi più stressata? Anni fa ci furono incontri fra Stato e Comune per realizzare qui un vero e proprio “Parco dei Musei” collegando anche Villa Medici, la valle delle Accademia, gli Istituti Culturali stranieri. I rappresentanti di questi ultimi parteciparono con entusiasmo, con calore “romano”. Malgrado l’impegno di Alberta Campitelli e di Anna Coliva, non se ne fece nulla. Potrebbe essere una bella idea da riprendere. Che ne pensa l’assessore alla Cultura, Luca Bergamo, per ora silente sul tema della ricchissima presenza culturale straniera a Roma? Fonte: Corriere della Sera