AUDITORIUM, IL “FIDELIO” APRE LA NUOVA STAGIONE SINFONICA

Roma, Auditorium Parco della Musica  13 10 2012Inaugurazione della Stagione Sinfonica di Santa Cecilia alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Sindaco Gianni AlemannoOrchestra e Coro dell'Accademia di Santa Cecilia diretti da Antonio Pappano, mestro del Coro Ciro Visco©Musacchio & Ianniello*******************************************************NB la presente foto puo' essere utilizzata esclusivamente per l'avvenimento in oggetto o  per pubblicazioni riguardanti l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia*******************************************************La nuova stagione dell’Accademia di Santa Cecilia all’Auditorium, presentata a maggio scorso e caratterizzata da programmi tra i più corposi e ambiziosi del panorama musicale europeo, è al debutto. Attesissima l’inaugurazione della stagione sinfonica 2016-2017, giovedì 20 ottobre, con il Fidelio di Beethoven in forma di concerto. Sul podio sir Antonio Pappano, con un cast di voci specializzate nelle prassi canore dell’opera germanica. Il chairman di Santa Cecilia aveva cominciato l’anno scorso un mega-ciclo beethoveniano con le nove Sinfonie. Si prosegue dunque con Fidelio e poi, subito dopo (27-28-29/10) con il Quinto Concerto per pianoforte e orchestra, l’Imperatore (al piano il russo-israeliano Yefim Bronfman) abbinato alla Nona di Schubert (la Grande) e poi ancora (12-13-14 gennaio) con il Quarto Concerto per piano, con Radu Lupu, e – tanto per gradire – la Settima di Bruckner. Altro autore più volte toccato da Pappano negli ultimi anni è Bach: dopo le memorabili esecuzioni della Passione secondo Matteo, della Messa in si minore e del Magnificat, quest’anno è la volta della Passione secondo Giovanni (13-14-15 aprile). Ancora Pappano in una ghiotta serata unica (27 gennaio) con Cecilia Bartoli, fuori abbonamento, per un “gala Mozart” tra pagine sacre e profane. Pappano è anche sinonimo di nuova musica: ad aprile la prima assoluta di Caprice Romain op. 72 n. 3 del franco-svizzero Richard Dubugnon, con Yuja Wang al piano. Dubugnon parte dal rovesciamento interpretativo operato da Gilles Deleuze su Proust, inserendo in partitura parole, sillabe e fonemi accanto alle note. Sempre in tema di contemporanea, torna a inizio dicembre Peter Eötvös con la prima italiana della sua Senza sangue dal romanzo di Baricco. Altro elemento caratterizzante delle ultime stagioni ceciliane, la proiezione verso le generazioni nuove. Quest’anno le giovani promesse sono davvero molte, dal venezuelano Rafael Payare (frutto di El Sistema di Josè Antonio Abreu, meravigliosa anomalia nell’establishment della musica mondiale, con cui Santa Cecilia intrattiene da tempo fecondi rapporti) al ceco Jakub Hruša e allo spagnolo Gustavo Gimeno. Passando da direttori a pianisti i nomi si moltiplicano: Martin Helmchen, Seon-Jin Cho, Bertrand Chamayou, Evgeni Bozhanov.