L’ARTE OLTRE IL CONCETTO DI TEMPO ALLA GNAM

gnamCosì come con l’alfabeto si possono costruire parole infinite, così anche una mostra si può guardare in molteplici modi diversi. Cristiana Collu, la direttrice della Galleria Nazionale d’arte Moderna e contemporanea di Roma, usa una similitudine giocata su un rapporto letterario per presentare la nuova gnam-1mostra e non poteva essere altrimenti dal momento che l’esposizione, dall’11 ottobre al 15 aprile 2018, ha come titolo un verso di William Shakespeare: ” The time is out of joint”. L’elasticità del tempo è in questo caso la molla che scardina gli allestimenti classici, ossia quelli che seguono criteri cronologici. Ora il percorso prestabilito salta, e, con questo cambiamento, continua la gnam-2trasformazione della Galleria Nazionale romana, coinvolta in una riorganizzazione di spazi iniziata lo scorso 21 giugno 2016, basandosi anche su una rilettura delle sue collezioni. Ora, sotto lo stesso tetto di viale delle Belle Arti 131, convivono Medardo Rosso e Jeff Wall per citare un paio di nomi dei circa 170 presenti, per un totale di 500 opere compresi prestiti di collezioni e da gallerie. “Non gnam-4mi interessava dare un ordine cronologico, il visitatore è nelle sue mani”, afferma la direttrice che ha curato la mostra in collaborazione con Saretto Cincinelli e il Collegio tecnico scientifico della Galleria Nazionale, facendo riferimento al nuovo modo di intendere l’allestimento e il concetto stesso di gnam-5mostra che, di fatto, punta sull’apertura della collezione a nuove letture. Di definito ci sono i numeri: per quanto riguarda i costi della mostra sono stati spesi 100mila euro, 400mila per il recupero dell’edificio; 15.000.000 di euro sono stati ottenuti dal Ministero per i lavori dell’ala Cosenza, che inizieranno tra poco. È una scelta che guarda avanti e cambia le cose, quella della Collu, gnam-6quindi può far discutere, come riflette anche il ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini: “La riforma museale stessa ha dato vita a molte polemiche e difficoltà ma i nuovi direttori hanno messo molta passione nel loro lavoro, i musei sono stati ricostruiti non solo nella parte che si vede ma anche in quella che non si vede, puntando sull’innovazione, proprio gnam-3come ha fatto Cristiana Collu”. Aggiunge Franceschini: “Quando passa un direttore in un museo lascia un segno e i segni fanno discutere e non trovano tutti d’accordo. Presto avremmo a che fare con altri 10 nuovi direttori, dal momento che abbiamo chiuso la selezione – presieduta da Baratta – avvenuta anche questa con un bando internazionale”. Entro la fine dell’anno, da 20, i nuovi direttori dei musei italiani saliranno a 30. Alla Galleria Nazionale, contestualmente alla nuova mostra, è partito anche il “Museum beauty contest”, diretto dall’artista spagnolo Paco Cao. Si tratta di un progetto che coniuga foto, bellezza, staff museale e visitatori che potranno votare on-line lo scatto più bello, per eleggere Miss e Mister Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. Fonte: la Repubblica