VILLE STORICHE SENZA IRRIGAZIONE

villa torloniaDistese secche e gialle, assetate e bruciate dal sole. Più simili al fieno che all’erba, perché il verde ormai è merce rara nei prati delle ville storiche della capitale. Villa Borghese, Villa Torlonia, Villa Ada, i gioielli della tradizione paesaggistica romana, hanno perso la brillantezza dei prati verdi, la morbidezza dell’erba che invita a sdraiarsi e a riposare sotto l’ombra degli alberi. Per Villa Ada un sistema di irrigazione non c’è mai stato: l’estensione ha giocato a favore palma-villa-adadi una scelta che mantenesse l’impronta paesaggistica di luoghi naturali, soggetti all’alternarsi delle stagioni, come succede all’interno dei boschi. A Villa Torlonia e a Villa Borghese, invece, un impianto di irrigazione esiste. La scelta diversa è stata dettata dalle dimensioni più ridotte dei due parchi e dalla loro struttura, meno naturalistica, più simile ai giardini. A Villa Borghese il sistema di irrigazione fu realizzato con i fondi del Giubileo del 2000 e costò 4 miliardi e mezzo di lire. Ora quell’impianto è fermo, come è fermo quello all’interno dei Giardini segreti, sempre a Villa Borghese. Due di questi giardini si sono salvati dall’incuria perché l’ex commissario Francesco Paolo Tronca con un provvedimento del 9 maggio scorso li ha dati in adozione alla Galleria Borghese, che ne cura la manutenzione grazie all’intervento di sponsor. A Villa Torlonia il sistema di irrigazione funziona a singhiozzo: succede, per esempio, che se sono attive le vasche e le fontane, l’impianto di innaffiamento del verde non funziona, in una querelle continua tra Acea, che gestisce le fontane, e il Servizio giardini, responsabile della cura del verde. E intanto le ville agonizzano. Fonte: la Repubblica