STADIO FLAMINIO, POLEMICHE SULLA RISTRUTTURAZIONE

stadio flaminio«Avete eliminato il finanziamento ai lavori per la ristrutturazione del Flaminio. Accendete il cervello, sia voi che l’assessore Minenna». È stato durissimo Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia, intervenuto nella prima seduta dalla Commissione capitolina Personale, Statuto e Sport, convocata dal presidente Angelo Diario, durante la quale c’è stata l’audizione del DEGRADO STADIO FLAMINIOvicesindaco Daniele Frongia. Ghera fa riferimento alle «poste fantasma» individuate dall’assessore al Bilancio, Marcello Minenna, pari a 70 milioni di euro, fra le quali una voce da 6,5 milioni di euro che era stata impegnata alcuni anni fa per la ristrutturazione interna dello Stadio Flaminio. Terminata la bagarre in Commissione, Diario ha provato a spiegare l’intento della Giunta: «È STADIO FLAMINIO E DINTORNIinutile tenere un investimento di soli 6,5 milioni di euro per dei lavori sommari quando l’impianto avrebbe bisogno di una ristrutturazione completa»; secondo il presidente di Commissione, «il Flaminio necessita di un intervento molto più complesso e, soprattutto, di idee chiare circa la sua destinazione». L’impianto progettato dall’architetto Antonio Nervi per le Olimpiadi del 1960 – prima si chiamava Stadio Nazionale – è completamente abbandonato da quando la Federazione Rugby decise, nel 2013, di non rinnovare il contratto con la Figc e di trasferire le gare del Sei Nazioni all’Olimpico. Già allora, i costi del progetto di restyling dell’impianto si aggiravano intorno ai 20-30 milioni di euro. Dopo una serie di rimpalli di responsabilità, le chiavi nel 2015 sono finite sulla scrivania dell’ex assessore Maurizio Pucci, che voleva farne un’area per concerti (una sorta di sala grande dell’Auditorium Parco della Musica), come avveniva in parte a cavallo fra la fine degli anni 90 e i 2000. Anche un comitato di tifosi della Ss Lazio sta chiedendo da mesi che l’impianto venga assegnato alla società biancoceleste. Fatto sta che più passa il tempo e più l’ideale preventivo dei lavori aumenta. «Se andiamo avanti di questo passo, ci troveremo di fronte al rischio di crollo», spiegano fonti dell’ufficio sport. Pare, infatti, che le infiltrazioni stiano compromettendo «irrimediabilmente» la struttura portante. Fonte: il Tempo