STING AL PARCO DELLA MUSICA

STINGPochi giorni fa ha annunciato il suo ritorno al rock e l’uscita di un nuovo album previsto in autunno. Stasera Sting torna a esibirsi dal vivo al Parco della Musica. Sarà una tappa del «Back to Bass Tour», una serie di concerti in cui il cantante propone i classici del suo repertorio accompagnato da una band di cinque elementi. Sting aveva già presentato a Roma il «Back to Bass Tour» tre anni fa, al Centrale Live. La data al Foro Italico era stata un prolungamento del tour mondiale che tra il 2011 e il 2012 aveva portato Sting in Nord America, Europa, Regno Unito, Sud Africa e Asia. L’occasione per far sentire di nuovo in giro per il mondo i suoi successi era stata l’uscita di «25 Years» e «The Best of 25 Years», due album compilation che erano stati pubblicati per celebrare i venticinque anni della carriera da solista del cantante. Così all’Auditorium Sting ripercorrerà ancora una volta i momenti più importanti della sua vita artistica, condensata dentro una scaletta composta da una ventina di canzoni che negli anni hanno confermato il loro status di pietre miliari del rock: da «Roxanne» (pezzo che fu dei Police) a «Desert Rose», da «Fields Of Gold» a «Englishman in New York» (ore 21, viale de Coubertin 30, tel. 892101). L’ultimo progetto discografico di Sting, «The Last Ship» (2013) era stato il primo album di inediti dopo circa dieci anni. Un lavoro ispirato dai suoi ricordi dei cantieri navali di Wallsand, nel Nord Est dell’Inghilterra, dove Sting è nato e cresciuto. Nell’ottobre del 2014 il disco è diventato anche un musical che ha debuttato a Broadway dove però ha chiuso i battenti dopo soli tre mesi. Per rifarsi Sting ha annunciato il suo sensazionale ritorno al rock. L’11 novembre pubblicherà un nuovo album intitolato «57th & 9th», dal nome dell’incrocio delle due strade di New York che Sting ha dovuto attraversare ogni giorno mentre andava in studio di registrazione. «È la cosa più rock che io abbia mai realizzato da molto tempo a questa parte» ha anticipato Sting che è reduce dal grande successo avuto «Rock Paper Scissors», un tour insieme al suo grande amico Peter Gabriel nato con l’idea di mettere insieme le loro band e le loro canzoni. «Questo disco rappresenterà una summa di tutto quello che sono oggi – ha aggiunto Sting – parlerà di ricerca, del viaggiare, del richiamo dell’ignoto. L’elemento che però lo caratterizzerà più di ogni altra cosa sarà una nuova sferzata di energia». Tra le canzoni già anticipate ci sono «50,000» – una triste ballata dedicata alla morte di Prince – e «Inshallah» in cui si racconta la triste storia dei rifugiati che emigrano verso l’Europa. «One Fine Day», invece, riprenderà quelle battaglie a sostegno dell’ambiente da sempre molto care a Sting. Insieme a sua moglie Trudie Styler, già nel 1989 fondava la Rainforest Fund per proteggere le foreste pluviali nel mondo e le popolazioni indigene che ci vivono. «La canzone prende di mira gli scettici sulle conseguenze dei cambiamenti climatici – ha detto il cantante – Sono ancora depresso per l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa. Almeno l’Europa possiede un programma per fronteggiare i cambiamenti climatici». Fonte: Corriere della Sera