TRASPORTO PUBBLICO: SOLO 4 LE ORE DI SCIOPERO IL 31 MAGGIO

SCIOPERO BUSPer martedì 31 maggio, in Atac, era stato proclamato dai sindacati Faisa Confsal, Orsa Tpl, Sul Ct, Usb e Utl uno sciopero di 24 ore dei mezzi pubblici, dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Si trattava dell’agitazione, prevista inizialmente per il 20 maggio scorso e poi differita. La protesta avrebbe messo a rischio il servizio di bus, filobus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Nord. Possibili ripercussioni si sarebbero verificate anche sulle linee notturne tra il 31 maggio e l’1 giugno. La protesta coinvolgeva anche gli addetti ai parcheggi e alle biglietterie e il personale dei servizi interni. Il pericolo di una paralisi totale è stato scongiurato grazie all’intervento del neo prefetto capitolino Paola Basilone che ha ridotto, con propria ordinanza «adottata ai sensi della legge n. 146 del 1990», la durata dello sciopero dei lavoratori di Atac spa, proclamato da diverse sigle per l’intera giornata del 31 maggio. Il nuovo provvedimento limita l’astensione dal lavoro alla fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 12.30. Da una nota della Prefettura si apprende che è stato adottato «dopo l’infruttuoso esperimento del tentativo di conciliazione tra le parti svolto in Prefettura ieri, alla luce di alcuni elementi di criticità per il trasporto pubblico urbano derivanti da plurime circostanze, quali il contemporaneo sviluppo, nella medesima giornata, di altre azioni di sciopero, anche di 24 ore, nel settore del trasporto pubblico locale periferico – parzialmente incidenti sullo stesso bacino d’utenza – e, ancora, lo svolgimento di taluni eventi ricompresi nel calendario giubilare». Questi fattori, insieme con «il prevedibile aumento dell’afflusso di visitatori legato al ponte del 2 giugno e ai disagi al traffico veicolare connessi alla tradizionale parata prevista per la festa della Repubblica – si legge ancora nella nota – inducono a paventare che lo svolgimento delle azioni di protesta programmate possa determinare un grave ed imminente pregiudizio alla libertà di circolazione. La riduzione della durata dell’astensione dal lavoro consente di raggiungere un giusto punto di equilibrio tra l’esercizio del diritto di astensione collettiva dal lavoro ed il diritto, parimenti garantito dalla Costituzione, alla mobilita’ dei cittadini e degli altri utenti della Capitale».