L’ARCHITETTO PORTOGHESI DONA AL MAXXI IL SUO ARCHIVIO

Paolo Portoghesi, architetto

Il Maxxi sta per accogliere l’intero archivio professionale di Paolo Portoghesi, uno degli architetti più conosciuti in Italia e ben noto anche all’estero. Professore emerito alla Sapienza, Portoghesi, 85 anni, si poneva da tempo l’interrogativo su chi dovesse conservare l’enorme testimonianza del suo lavoro, iniziato nel 1962 alla facoltà di Valle Giulia. Migliaia di documenti, progetti, fotografie, scritti, decine di disegni e pitture di prestigiosi architetti, da Armando Brasini a Mario Ridolfi a Aldo Rossi, Carlo Scarpa, Renzo Piano, Fuksas e altri.Un materiale documentario sterminato, che comprende corrispondenza personale di carattere culturale e professionale, manifesti, pellicole, 20 modellini di edifici, 120 pannelli di mostre. In particolare, l’archivio elenca 250 cartelle che raccolgono altrettanti progetti, 230 rotoli di disegni, 25 contenitori di elaborati grafici, centinaia di cd e dvd e oltre 170 mila diapositive. La riflessione sul futuro dell’archivio, fatta assieme alla moglie Giovanna Massorbio, architetto, è durata alcuni mesi. La coppia non ha figli ed ha messo da parte, a quanto sembra, l’idea di creare una Fondazione. La trattativa con il Museo del Contemporaneo (arte e architettura) di via Guido Reni è in corso da settimane e sta per concludersi. Il Maxxi ospita gli archivi di altri grandi progettisti, raccolti fin da prima della realizzazione dell’edificio di Zaha Hadid: Nervi, Scarpa, Del Debbio, Aldo Rossi, Monaco e Luccichenti. Il protocollo sul quale sarà raggiunta l’intesa tra Portoghesi e il museo prevede che alla conclusione dell’attività progettuale del professore vengano dati al Maxxi gli studi in corso di elaborazione e di esecuzione. Inoltre lo staff dell’architetto collaborerà con l’archivio del museo per la sistemazione del materiale ivi trasferito. Sembrano in via di superamento anche le difficoltà riguardanti un’intesa sull’aspetto economico della vicenda. Alle richieste di Portoghesi di un adeguato riconoscimento delle spese affrontate per produrre il materiale tecnico raccolto in oltre mezzo secolo, il Maxxi ha risposto con un’offerta importante, una cifra tuttavia non del tutto apprezzata da Portoghesi. A giorni ci sarà un incontro decisivo. L’architetto, grande saggista, storico («Roma Barocca» è il capolavoro) e teorico dell’architettura, ha costruito in tutt’Italia e anche all’estero, dalla reggia di Amman alla moschea di Strasburgo, la maggiore d’Europa. A Roma negli anni Novanta è stata realizzata la Grande Moschea di Forte Antenne, considerata forse la sua opera meglio riuscita. Dopo essersi trasferito al Politecnico di Milano Portoghesi è tornato ad insegnare a Valle Giulia fino a nove anni fa. Ma continua a stare in cattedra: attualmente tiene un corso di Bioarchitettura. Nel 1980, con la creazione della Via Novissima alla Biennale di Venezia, divenne l’alfiere italiano del movimento Post-Modern lanciato in Usa da Venturi e altri. Fino al ’93 ha guidato la manifestazione veneziana. Il Maxxi è in trattative anche con un altro docente «emerito» di architettura: Franco Purini, classe ’41, al quale verrà dedicato uno spazio l’anno prossimo. Come Portoghesi anche Purini suscita peraltro l’interesse dell’Archivio di Stato al quale qualche anno fa sono state cedute le raccolte documentarie di altri noti progettisti come Pietro Barucci, Luigi Moretti, Adalberto Libera (il vero archivio è al Beaubourg) e Franco Palpacelli, autore della strepitosa torre idrica di Vigna Murata. Fonte: Corriere della Sera