LUISS: IN 550 PER IL ‘PICCOLO ATLANTE DELLA CORRUZIONE’

LUISSLa legalità sale in cattedra con il progetto del Piccolo Atlante della Corruzione: 550 studenti di 9 scuole superiori del Lazio si sono incontrati nell’aula magna dell’Università Luiss Guido Carli per il primo incontro formativo del progetto didattico ideato e coordinato dall’Associazione Libertà e Giustizia in collaborazione con il Miur, l’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), l’Anm (Associazione Nazionale Magistrati), l’Università di Pisa e il sito d’informazione Repubblica.it. Un momento di confronto con gli esperti e i tutor che li seguiranno nel loro percorso di legalità: nel corso dell’anno indagheranno il fenomeno della corruzione nei territori dei Municipi d’appartenenza e svolgeranno una vera e propria indagine socio-statistica attraverso un questionario realizzato ad hoc. A fare gli onori di casa la professoressa Paola Severino, Prorettore Vicario della Luiss, che ha esordito così: “La lotta alla corruzione è una lotta culturale: ne sono sempre più convinta”, ed è per questo che insegnare la legalità nelle scuole ha un valore così importante, perché forma i ragazzi. Maria Grazia Corradini, della Direzione Generale per lo Studente del Miur, sottoscrive: “Fa sempre piacere vedere una sala piena di studenti che lavoreranno su un progetto di legalità”. Quest’anno siamo arrivati alla terza edizione del laboratorio didattico-formativo e gli studenti coinvolti saranno 2.000 in quattro Regioni. I lavori della mattinata si aprono con l’intervento del professor Alberto Vannucci, politologo dell’Università degli Studi di Pisa e presidente dell’Associazione Libertà e Giustizia, che vuole dare agli studenti le coordinate di riferimento per questo progetto: “La corruzione è una realtà che si sviluppa in modo oscuro e noi cercheremo insieme di fare un’opera di disvelamento di questa realtà”. E il discorso si riallaccia a una polemica di stretta attualità tra politica e Anm: “Negli ultimi vent’anni si è fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai magistrati che si sono occupati di corruzione”. In attesa delle domande dei ragazzi, si fa chiarezza su alcuni concetti e punti-cardine: quando c’è corruzione il rapporto di fiducia tra Stato e cittadino viene tradito e l’illegalità non è mai “gratis”, nel senso che si depredano risorse pubbliche a danno della collettività e a favore di cricche, comitati d’affari e cerchi più o meno magici in cui l’appartenenza prevale sulla competenza e a perdere è sempre il merito di chi non cerca le facili scorciatoie. In quanto a “corruzione percepita”, dice Vannucci, l’Italia si trova al penultimo posto in Europa: peggio di noi soltanto la Bulgaria. Prende la parola Federica Angeli, cronista di Repubblica che si occupa di nera e giudiziaria e che è sotto scorta per aver denunciato il malaffare con i suoi articoli: “Come si può combattere la corruzione? Ognuno di noi e di voi può fare la sua parte: possiamo scegliere da che parte stare. Si tratta di una partita legata al merito: la corruzione vi toglie la possibilità di sognare e la libertà di scegliere è una cosa che non vi dovete far togliere da nessuno”. I ragazzi sono interessati, parte un applauso liberatorio: per sottolineare le parole ma anche per esorcizzare un futuro che all’orizzonte appare precario, anche se hai 16 anni e tutta la vita davanti. Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Roma Mario Palazzi si occupa di “white collar crime” cioè, come spiega lui: “Di persone vestite bene che razzolano male”. I famosi colletti bianchi che negli ultimi tempi sono sempre più presenti nelle cronache giudiziarie, dove le fattispecie criminose sono numerose e la presenza dei cosiddetti faccendieri o “facilitatori” è sempre più pervasiva. “L’obiettivo di questo progetto è di farvi diventare portatori sani di legalità”, conclude Palazzi. Roberto Egidi, come Direttore Centrale e Responsabile Anticorruzione dell’Agenzia delle Entrate, studia il fenomeno della corruzione per mestiere e mette in atto misure per evitare che attecchisca tra le scrivanie: “Il tema è molto sentito: a un’etica fiscale deve corrispondere un’etica comportamentale e con la rotazione dei direttori contrastiamo l’insorgenza del fenomeno”. Le domande dei ragazzi spaziano dallo scandalo che ha coinvolto l’ex ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi al perseguimento dei reati “minori” per cominciare a dare il buon esempio, dalla sensibilizzazione mirata alle punizioni esemplari per chi viene trovato con le mani nella marmellata, dalla richiesta di aiuti all’Unione Europea alle legge sulla corruzione italiana che evidentemente non funziona proprio benissimo se ogni giorno scoppia un nuovo bubbone di questa malattia – la corruzione – ormai endemica nel Belpaese. Tanti interrogativi che aprono un piccolo dibattito: materia che verrà approfondita nei prossimi mesi. Oggi sul palco della Luiss è presente anche un ospite d’eccezione, l’ex assessore alla Legalità e alla Trasparenza del Comune di Roma Alfonso Sabella, un magistrato senza peli sulla lingua che si alza in piedi e parla a braccio, stregando la platea di giovani che seppur un po’ stanchi mantengono alta l’attenzione durante il suo intervento-fiume: i racconti della sua vita in prima linea sul fronte della legalità, a partire dalla Palermo degli Anni Novanta, quelli delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio in un clima da notte della Repubblica dove il fragore delle bombe della mafia voleva zittire la voce dei magistrati con la schiena dritta. “Oggi le mazzette hanno preso il posto dei kalashnikov”, dice Sabella parlando della sua recente esperienza come assessore del Comune di Roma: “In Campidoglio non mi fidavo di nessuno, non delegavo niente: ero l’assessorato, non solo l’assessore”. E dietro gli appalti delle politiche dell’emergenza – come quella “guano” o “freddo” – si nascondeva ben altro, cioè gli affidamenti diretti senza passare per le gare, i portatori insani d’illegalità che sono finiti nell’inchiesta di Mafia Capitale. Rivolgendosi agli studenti, li sprona a impegnarsi in prima persona: “Ragazzi, voi non siete il futuro del Paese: voi siete il presente!”. L’applauso della platea risuona dell’aula magna: echi di legalità contro la corruzione, il percorso dei ragazzi può continuare nella giusta direzione. Fonte: la Repubblica