VILLA BORGHESE, ARRIVANO LE SENTINELLE ANTI DEGRADO

villa borghese 2Cinquanta disoccupati per la cura del verde pubblico. Stavolta non a titolo gratuito come fanno tanti cittadini nelle domeniche di retake, ma con un vero contratto di lavoro part-time a tempo determinato.  Le nuove “sentinelle anti-degrado”,  da mercoledì e per i prossimi sei mesi, si occuperanno in pianta stabile della manutenzione ordinaria dei grandi parchi, da Villa Borghese a Villa Ada. Il progetto, nato sulla scorta della sperimentazione avviata a Milano due anni fa, è stato finanziato con 500mila euro nel bilancio comunale 2015 grazie a una delibera presentata all’epoca dai consiglieri di Sel. «In questo modo – spiega Annamaria Cesaretti, già consigliera capitolina e oggi candidata all’aula Giulio Cesare  villa borghese 3nella lista Sinistra per Roma – si riqualificano zone della città, presidiando il territorio e favorendo il reinserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro». Il tutto, ovviamente, coordinato dal Servizio giardini del Comune, che quotidianamente indica ai neo giardinieri le aree e le tipologie di intervento. Gli operatori, iscritti alle liste di disoccupazione, hanno villa borghesepartecipato a un bando della fondazione “Roma Solidale” che ha vagliato i curriculum sulla base di diversi criteri, tra i quali le esperienze pregresse nell’ambito del giardinaggio. I 50 operatori risultati idonei guadagneranno 600 euro al mese. Dopo una settimana di formazione, sono stati divisi in squadre da cinque unità e armati di decespugliatori, tagliaerba, pale e VILLA BORGHESE 5rastrelli sono entrati in azione. Scoprendosi  giardinieri per rispondere alla crisi, dopo una vita spesa a fare altro. Come Roberta Ciarniello, che a 50 anni ha riscoperto l’utilità di quel diploma di giardiniere ottenuto 15 anni fa al termine di un corso promosso dalla Regione Lazio. «Negli ultimi 10 anni avevo lavorato come barista a Ciampino – racconta in un attimo di pausa dal lavoro nel cuore di Villa Borghese – poi improvvisamente l’anno scorso il bar ha chiuso e mi sono ritrovata senza lavoro. Per fortuna ho trovato questo bando: è faticoso, ma il lavoro mi piace. E poi si sta all’aria aperta». Annuisce il collega addetto al decespugliatore, Rodolfo Liguori, 43 anni e una vita di esperienza nel settore. Lui ha sempre fatto il giardiniere, finché «a luglio dell’anno scorso la cooperativa ha chiuso» e così è entrato in contatto con il Comitato per il lavoro minimo garantito, una rete formata di disoccupati che avevano iniziato a ripulire gratuitamente diverse zone della città, da Porta Maggiore all’area dello stadio Flaminio (ancora abbandonato, ndr), proprio per rivendicare il diritto a un’occupazione a fronte delle esigenze di decoro della città. «Ci siamo spesi affinché il Comune finanziasse questo progetto perché la nostra idea di sicurezza è anzitutto lotta al degrado – dice l’ex capogruppo di Sel, Gianluca Peciola, candidato con Sinistra per Roma – ma anche aumento dell’occupazione e rilancio delle politiche sociali e culturali. Promuovere la sicurezza significa  saper fare comunità e prendersi cura collettivamente del  territorio». Una parte del finanziamento è servita ad acquistare gli utensili che, una volta concluso il progetto, resteranno a disposizione del Servizio giardini. Fonte: la Repubblica