QUEL MESSAGGIO IN BOTTIGLIA AL MUSEO CIVICO DI ZOOLOGIA

image_miniFino al 1997 una vecchia preparazione di un maschio di leone marino, sopra un piedistallo di legno, accoglieva i visitatori all’ingresso del Museo Civico di Zoologia, a via Aldrovandi. L’animale proveniva dal vicino zoo, dove era noto al pubblico con il nome di “Luigi”. Alla sua morte, era stato preparato dal tassidermista di allora, ma con il tempo le “carezze” del pubblico, soprattutto sulle pinne e sul dorso, lo avevano deteriorato in modo da non essere più recuperabile. Nel 1997 i tassidermisti del museo, dovendo allestire il nuovo percorso espositivo, ritennero che il vecchio reperto non fosse adatto ad essere utilizzato per delle sale moderne e decisero così di eliminarlo. Con la rottura del modello in gesso, dal cranio uscì una provetta con un biglietto arrotolato all’interno, su cui si poteva leggere “Attenzione. Aprite e leggete”.  Era un vero e proprio “messaggio in bottiglia”, abbandonato nelle mani del tempo e… della tassidermia! Per molti anni si era pensato che, durante la II Guerra Mondiale, il museo avesse dato asilo a partigiani o a perseguitati politici, ma nessuno aveva mai potuto provarlo. Il ritrovamento di questo oggetto ha invece dimostrato che anche il Museo e i suoi protagonisti hanno partecipato alla Grande Storia italiana. I personaggi erano un noto tassidermista romano, Edmondo Bertoni, e un perseguitato politico, Piergiovanni Pascucci, che di giorno trovava rifugio proprio nel suo laboratorio.