QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA FLAMINIA

LiburdiSì, no, forse. I consiglieri del Municipio II che stanno seguendo la vicenda del bocciofilo di via Flamina – dove al momento di bocce non c’è nemmeno l’ombra, ma in compenso si può sentire l’odore di bistecche alla griglia, oltre a usufruire di un parcheggio a pagamento – vanno alla ricerca di carte e certezze. L’ultimo episodio, di quella che è una vera e propria telenovela, riguarda la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) commerciale. E sull’argomento emergono delle anomalie. Le incognite del caso vengono a galla in commissione Trasparenza (presieduta da Andrea Liburdi). In sostanza, il 19 gennaio scorso risulta la presentazione della Scia alla direzione del Municipio. Iter, questo, sbagliato. Perché la nota può essere inoltrata solo per via telematica. Non a caso, Andrea Fusco (direttore del Municipio) il 18 febbraio sottolinea, per iscritto, che “si invita a presentare eventuale Scia con le modalità sopra riportate (quindi on line, ndr) pena la nullità della stessa”. A quel punto, i componenti della commissione chiedono a Fusco i motivi per cui la documentazione sia stata inoltrata in direzione e non all’ufficio protocollo. “Ha risposto che l’ufficio probabilmente era chiuso” viene ribadito da via Tripoli. Ma poi questa Scia c’è o no? Al momento ci sono delle verifiche in corso. Sempre in tema di controlli, come riferito nella precedente seduta della commissione, a luglio la polizia locale avrebbe effettuato un censimento dell’area indicata e sarebbero state riscontrate delle irregolarità edilizie. Da qui la nota all’ufficio tecnico che, a quanto pare, non avrebbe svolto le opportune verifiche. Tanta carne al fuoco, in ogni senso. Eppure l’argomento, volenti o nolenti, dovrà essere analizzato dal parlamentino di via Dire Daua. La commissione Sport, con una intesa bipartisan, raggiunge la quadra: discutere la delibera in cui si chiede la revoca della proroga trentennale (decisa dalla giunta municipale). A ciò si aggiunge la risoluzione per verificare “il rispetto della condizioni normate dal disciplinare di concessione firmato dal circolo bocciofilo Asd con il direttore dell’Uosecs (Unità organizzativa socio-educativa culturale e sportiva) in data 18 dicembre 2012, che affida al circolo l’impianto sportivo per 6 anni”. Fonte: RomaPost