QUEI GIARDINI SEGRETI DI VILLA BORGHESE

Sono i giardini recintati di Villa Borghese in viale dell’Uccelliera ai due lati della Galleria Borghese, una volta Casino Nobile della Villa. I primi due risalgono al periodo del cardinale Scipione: il Giardino dei Melangoli e il Giardino dei Fiori. Gli altri due furono creati intorno al 1680: quello situato tra il Padiglione dell’Uccelliera e il Padiglione della Meridiana, adibito a piantagioni di fiori rari ed esotici principalmente a bulbo, e il Giardino di Propagazione, utilizzato come vivaio per le piante da piantatare negli altri tre giardini segreti. A rendere così preziosa la realizzazione dei giardini della Villa fu chiamato dal Cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote prediletto di Camillo Borghese, divenuto Papa Paolo V (1605-1621), il giardiniere Domenico Savini da Montepulciano, cui fu affidato il compito di trasformare i terreni intorno alla Villa, coltivati ad anonime vigne, in un raffinatissimo parco. Uno sforzo creativo che avveniva all’interno del grande progetto elaborato da Flaminio Ponzio prima e Giovanni Vasanzio poi, che disegnarono – secondo la tradizione classica – una “pars urbana” e una “pars rustica”, divise complessivamente in tre “recinti”, che rimasero inalterati fino al Settecento. Il primo recinto era il più maestoso; vi si trovavano il Casino Nobile, numerose statue e fontane, e un «giardino boschereccio». L’attuale Parco dei Daini corrisponde, invece, al secondo recinto, il giardino riservato al Principe. Il terzo recinto, infine, era la campagna, la parte più ampia e libera che nel tempo ha subito i maggiori mutamenti. I Giardini Segreti sono al confine fra il primo e il secondo recinto. Costruiti a partire dal 1610, quando già si lavorava «per fare li quadri con li melangoli», i Giardini Segreti nacquero come prolungamento ai due lati del Casino nobile da cui ci si accedeva direttamente. La loro funzione era quella di due stanze all’aperto, così come per i medievali hortus conclusus dei monasteri, dove il ruolo decorativo si avvicendava a quello espositivo. Sempre cinti da mura che ne conservavano il carattere volutamente riservato e protetto, rappresentavano scrigni di rara bellezza naturalistica: vi si coltivavano più di 250 specie ornamentali, tra cui splendide collezioni di agrumi e rose antiche, alcune specie vegetali tra le più rare e preziose, persino esotiche, in particolare bulbose in ossequio alla “tulipomania” seicentesca che in quell’epoca faceva realizzare giardini segreti con collezioni di bulbare provenienti da tutta Europa, che finivano per divenire oggetto di scambio tra appassionati cultori tra cui i Borghese, i Caetani, i Farnese e i Barberini. Dal lato opposto al Giardino dei Melangoli si sviluppava il secondo Giardino Segreto, detto Giardino dei Fiori o delle Cipolle, dal nome delle bulbose che vi venivano messe a dimore, chiamate in quegli anni “cipolle” appunto, o “dell’Uccelliera”, visto che sorge tra la Galleria Borghese e il padiglione dell’Uccelliera, edificato per accogliere uccelli rari e pregiati, ricco di decorazioni composte da stucchi, rilievi antichi, festoni, busti e motivi araldici dei Borghese. Anche questo giardino era impostato secondo la regola della mescolanza di piante di agrumi e piante di fiori, dove i tagetes sono la specie dominante. Un fiore semplice e oggi molto comune, presente nei giardini di tutta Italia, ma che quando furono creati i Giardini Segreti di Villa Borghese rappresentavano una rarità assoluta, essendo state importate dall’America solo di recente. A Roma, infatti, l’interesse per le piante provenienti dalle Americhe o dall’estremo Oriente era molto diffuso e lo dimostra una notazione trovata tra i documenti della Villa, dove si parla di «15 piante bottaniche» e «sei stufe per li ananassi», di «piante al muro 24 tra portogalli e melangoli forti». Il terzo Giardino, infine, venne realizzato in una successiva epoca, tra il 1680 e 1688, come prosecuzione del Giardino dei Fiori, superata l’Uccelliera. Il suo nome è “Giardino della Meridiana” o “Giardino delle Galline”, perché il padiglione sul quale era posta la meridiana, prima del restauro, ospitava un allevamento di galline e altri animali da cortile che servivano a soddisfare i bisogni della famiglia Borghese e dei suoi ospiti. Anche questo giardino era ricco di piante rare e fiori mai visti: dai rari tulipani di cui abbiamo accennato ai narcisi, agli anemoni, gelsomini giacinti e lilium, ma anche cardi e carciofi, perché la funzione di questi giardini era anche quella di servire come orto per gli abitanti della Villa. È possibile ottenere delle visite guidate ai Giardini Segreti. (fonte: romaduepass)