BUDGET RIDOTTO PER LA FESTA DEL CINEMA

auditorium festa del cinemaQuello di quest’anno si propone come un Festival del Cinema ridotto rispetto agli anni passati (si parla di un budget di soli 4 milioni) ma di qualità. “Cancellare il concorso, giurie, cerimonia apertura e chiusura, annullare i premi, tranne quello del pubblico”: è la ‘svolta’ del neodirettore artistico Antonio Monda della decima edizione della festa di Roma presieduta da Piera Detassis. Una volontà, ha spiegato Monda che nasce nel segno della qualità. Per questa festa di Roma comunque un giorno in meno di programmazione, una sala in meno (la Santa Cecilia) e, almeno sulla carta, pochi ospiti annunciati. Comunque in campo film importanti come ‘Truth’ di James Vanderbilt sui favoritismi del giovane George W. Bush per evitare il Vietnam, ma anche ‘The walk’ e anteprime italiane come quelle di Cupellini, Mainetti, Rubini, Sorrentino e Amelio. E ancora in un’edizione con una sezione unica composta da 37 film (circa la metà di quelli dell’anno scorso), autori come Anderson, Johnnie To, Zemeckis, Aguero e tra gli omaggi alla tv la seconda serie di Fargo. Il pezzo forte di questa edizione della festa di Roma saranno i cosiddetti ‘Incontri ravvicinati’ con Jude Law; con la coppia Wes Anderson e la scrittrice Donna Tartt, William Friedkin e Dario Argento; Joel Coen e Frances McDormand; Paolo Sorrentino; Todd Haynes; Carlo Verdone e Paola Cortellesi; Renzo Piano e, infine, Riccardo Muti e Paolo Villaggio. Tra le novità anche un premio dedicato a Virna Lisi che è l’icona di questa edizione, che verrà dato l’8 novembre alla miglior attrice italiana dell’anno. Le retrospettive saranno affidate a Mario Sesti, tra queste quella dedicata ad Antonio Petrangeli, Stefania Sandrelli, Pablo Larrain e alla Pixar. Sullo spirito di questa festa, ha spiegato sempre Antonio Monda: “Ha prevalso la scelta di film che davano davvero delle emozioni” mentre la Detassis ha parlato di “una tessitura e apertura oltre gli eventi che sia una piattaforma di lancio che non si esaurisca nei soli nove giorni della festa”. Cambiata anche la sigla che precede i film che mostrerà sequenze di scene di festa tratte da pellicole celebri. Sulla contrazione del festival, dice infine Monda: “Sarebbe ipocrita nascondere le difficoltà nei sette mesi passati dal giorno della mia nomina, a cominciare dalla contrazione dei giorni di programmazione (9 anziché 10), da un budget decisamente ristretto rispetto agli anni precedenti, e dalla mancata disponibilità della Santa Cecilia che comporterà un’inevitabile flessione del numero degli spettatori. Ma sarebbe grave non apprezzare l’opportunità che mi è stata offerta, pur nella difficoltà: da molto tempo ho fatto mia la definizione di Winston Churchill, il quale spiegava che la differenza tra un pessimista e un’ottimista è che il primo vede difficoltà in ogni opportunità e il secondo opportunità in ogni difficoltà”.