PATRON DELLA SAMP: ABUSI EDILIZI NELLA CASA AI PARIOLI?

FERREROIeri, mentre la sua Sampdoria si apprestava a scendere in campo contro l’Atalanta, i suoi legali giocavano un’altra sfida, lontano dagli stadi, dentro le aule del tribunale penale di piazzale Clodio. Il presidente Massimo Ferrero infatti rischia di essere condannato. L’accusa sostenuta dal pubblico ministero Louella Santini e dal sostituto procuratore Roberto Felici ritiene che il produttore cinematografico abbia commesso un abuso edilizio. La vicenda inizia nel 2011 e riguarda l’appartamento di Ferrero, un’abitazione che sorge nel rinomato quartiere Parioli. L’oggetto del contenzioso ruota intorno ad alcuni lavori che il dirigente sportivo avrebbe effettuato senza averne avuto il permesso. In particolar modo il presidente avrebbe realizzato una sauna. Quindi i dirigenti preposti del II Municipio si erano interessati alla vicenda e così l’immobile era stato «posto sotto sequestro giudiziario – recitano gli atti a disposizione della magistratura – e successivamente dissequestrato per la manifesta intenzione della parte di procedere ad una spontanea eliminazione dell’abuso». Ma la storia non finisce qui. Perché successivamente l’imprenditore avrebbe deciso di fare un passo indietro spiegando che non era più possibile fare i lavori per ripristinare lo stato dell’appartamento. «Massimo Ferrero – continua il documento – chiedeva l’applicazione della sanzione pecuniaria (…) in quanto il ripristino dello stato quo ante non era possibile perché la demolizione avrebbe arrecato danno alle porzioni di immobile legittimato». In altre parole il presidente blucerchiato avrebbe preferito pagare una multa visto che i lavori necessari al ripristino dell’appartamento avrebbero danneggiato anche le parti dell’immobile non soggette a sanzioni. Quindi, stando al capo d’imputazione, Massimo Ferrero non avrebbe ottemperato «all’ordine dell’immediata sospesione lavori di cui alla Determinazione Dirigenziale (…) emessa nei suoi confronti dal direttore della U.O.T. del II Municipio Parioli nel termine di dieci giorni dalla data di notifica, proseguendo nei lavori». In particolar modo l’imprenditore avrebbe demolito alcune tramezzature, una grande cabina dove sorgeva la sauna in muratura e avrebbe sistemato alcuni impianti e le pavimentazioni. Una spiegazione diversa dell’accaduto, la fornisce la difesa dell’imputato: «Massimo Ferrero non ha commesso nessun abuso edilizio. In pratica – spiega l’avvocato Vittorio Pisa – per eliminare delle infiltrazioni di cui si lamentava il condominio, Ferrero ha provveduto alla rimozione di una sauna e al conseguente spostamento di un tramezzo interno ripristinando la situazione antecedente». Fonte: il Tempo