LA STORIA DEI PROPILEI NEOCLASSICI DI VILLA BORGHESE

Chi non  passa da quelle parti almeno una volta alla settimana, alzi la mano. A piazzale Flaminio, tra via del Muro Torto e via Villa Ruffo, ci sono i propilei realizzati dall’architetto Luigi Canina nel 1827 che, appena fuori Porta del Popolo, costituiscono uno degli ingressi monumentali di Villa Borghese. Ma cerchiamo di saperne qualcosa di più. L’ingresso è costituito da due tempietti in stile neoclassico, appaiati ai lati del cancello, sormontati dagli animali araldici della famiglia Borghese e recanti le scritte che ricordano i lavori voluti dal principe Camillo. Sul fronte ovest leggiamo: Camil. Bvrghesivs Pr. Villam Svam Svbvrbanam – In Ampliorem Formam Ornatioremq. Redegit (il principe Camillo Borghese ristrutturò in forma più ampia e più ornata la sua villa suburbana). Sul fronte est: Propylea Pylona Arcvm Pontesq. Extrvxit – Ignis Et Monvm. Omnigen. Ditavit A. MDCCCXXX (costruì i propilei, i piloni, l’arco e i ponti, ricchì di statue e di monumenti di ogni genere nell’anno 1830). Prima del 1800, infatti, Villa Borghese si fermava su vicolo delle Tre Madonne dove era situato il Portale delle Aquile (quello, opera dell’Asprucci, che oggi si può vedere a piazzale San Paolo del Brasile fuori Porta Pinciana). Il vicolo, con l’estensione della villa Borghese fino a Porta del Popolo, fu inglobato nella proprietà Borghese.