ADESCAVA BAMBINI A VILLA BORGHESE: RINVIATO A GIUDIZIO

Il prato ondeggiante di Villa Borghese trasformato per un pomeriggio in un terreno di caccia. Le prede sono i bambini che corrono dietro un pallone. Il cacciatore è un lupo di nome George, un indiano di 60 anni, avvelenato da mille demoni interni. L’orco vede all’improvviso uno dei piccoli allontanarsi dal gruppo. Lo raggiunge, lo ferma, gli mette una mano sulla bocca, lo vuole portare via con sé. Il piccolo reagisce, urla, un passante vede la scena e corre a soccorrere il bambino. Una prontezza che impedisce al lupo di nome George di portare a termine la sua caccia. Ora l’indiano è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza privata aggravata. La procura non ha potuto contestare un reato più grave perché George, nessun precedente, è stato fermato – per fortuna – un attimo prima che il suo tentativo di rapire il piccolo avesse successo. L’adescamento risale al pomeriggio del 2 luglio del 2011 quando sul prato di Villa Borghese il pallone corre veloce tra i piedi di dieci bambini, felici di trascorrere un pomeriggio d’estate nel loro stadio ritagliato in uno spazio del parco romano. Sudano, ridono, si accaniscono, sognano di essere Totti o Messi. Mentre i piccoli giocano, lo sguardo di un lupo seduto sotto un pino si allunga sul campo. È l’ombra di George P., che guarda con gli occhi accesi dal desiderio i bambini divertirsi. Quei bimbi sono prede da cacciare. Uno tra i piccoli Totti si allontana un attimo dai compagni per andare a bere a una fontanella. È Luca (nome di fantasia). L’indiano ha sentito il suo nome pronunciato dagli altri compagni durante la sfida e il suo istinto lo spinge a raggiungerlo. La caccia parte. L’orco si accosta al bambino, lo blocca e con voce suadente prova a portarlo via. «Luca, Luca, amore ti amo, vieni con me amore». Il piccolo si oppone, reagisce, scalpita, si dimena. Un passante scorge la scena, si fionda sull’uomo, libera Luca e interrompe la caccia del lupo. Nella prossima udienza del processo il pm Gianluca Mazzei sentirà i testimoni di quel pomeriggio che solo un miracolo ha impedito di non essere ricordato come un incubo.