PIAZZA ISTRIA, UN GIARDINO FIORITO IN RICORDO DI LUCA

Sono passate più di due settimane. I ragazzi hanno piantato begonie, garofani, margherite, rose, ciclamini, petunie, bouganville, red victory, hanno piantato giovani alberi nella grande aiuola al centro della piazza, lasciata un po’ a se stessa come tutto il verde pubblico del Comune di Roma. I ragazzi hanno messo i lumini rossi a formare un cuore, sotto il grande striscione bianco c’è la cuffia di Luca, sopra c’è una giraffina gonfiabile. Le birre vuote (marca “Desperados”) sono perfettamente allineate sul terreno, alcuni vasi servono per le cicche («Buttare qui», c’è scritto, a proposito del verde lasciato a se stesso). Tanti cartelli, con frasi a pennarello: «A tutti i momenti persi e mai più ritornati, ai fratelli sparsi, a quelli che se ne so’ annati fregati dalle sfighe in cui so’ capitati o dalle droghe che gli hanno sfigurato i connotati». Oppure: «Tu sei la mia sorte la vena sopra il collo quando mi scopro forte le volte che non mollo». La piazza è piazza Istria, fra corso Trieste e Santa Costanza. Luogo di aperitivi, burger, gelati, gioventù senza problemi economici, Luiss, San Leone Magno e Giulio Cesare. Ragazze e ragazzi della scuola di Luca, che è il liceo scientifico Avogadro del quartiere Coppedè, da più di due settimane passano ore là in mezzo, si alternano dal pomeriggio a notte alta, mentre il traffico gira nella nuova rotonda (che in realtà è un ovale). Bevono, fumano, parlano a voce bassa, fanno tutti quei lavori di giardinaggio, danno colore al prato. Quando se ne vanno, lasciano arnesi e sacchi di terra bene in ordine da una parte, e nessuno li tocca. Hanno anche dipinto la serranda del giornalaio della piazza, Massimiliano, con fiori colorati (dopo avergli chiesto il permesso). Un modo per stare con Luca (uno dei soprannomi era «Giraffa», gli altri «Superman», «Cucciolino»). La vita della piazza non è cambiata, ma la piazza è cambiata. Nessuno che passi riesce ad ignorarlo. Ogni tanto qualcuno attraversa la strada e salta nell’aiuola, si aggira fra i fiori e le altre cose, poi va via. Abbiamo visto un giovane papà con due bimbi piccoli per mano che si aggirava lì dentro. Luca Liberti, 18 anni, è finito col suo motorino sotto un autobus alle 23.10 di venerdì 10 aprile. Era stato a cena, andava verso una birreria a cento passi. L’avvocato della famiglia vuole accertare se i marciapiedi della piazza sono troppo larghi e gli autobus sono costretti a stringere la traiettoria per imboccare corso Trieste in salita. Fonte: Corriere della Sera