C’ERA UNA VOLTA PIAZZALE DELLE MUSE

Pubblichiamo questo commento di Mario Ajello su piazzale delle Muse, apparso sul quotidiano “Il Messaggero”

Ma la piazza sottostante? Perché è stata imbruttita così? Perché le muse ispiratrici della bellezza da qui sono sparite? Forse non vogliono vedere tutte le macchine in doppia fila. O un bel luogo diventato non luogo. In questi ex giardini, per un’oretta la domenica mattina prima di andare allo stadio Olimpico, si affacciavano i grandi calciatori – Rivera, Mazzola, Riva, Bonimba – che con le loro squadre erano ospiti, quando giocavano a Roma, nel vicino Hotel Hermitage. E facevano una capatina al piazzale, davano un’occhiata sorridente ai ragazzini del quartiere che giocavano a pallone e godevano naturalmente a farsi vedere da quei campioni cercando di imitarli. E Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir che ritenevano piazzale delle Muse uno dei luoghi magnifici di Roma grazie alla sua vista panoramica? Ora, è tutto una roba di cemento. Alberi? Qualcuno, stitico. Erba? Finta. L’hanno rifatta male questa piazza-parcheggio. Ogni tanto vi transita qualche anziano, accompagnato dalla badante, e sembra camminare attraverso il niente, quando invece i vecchietti avrebbero bisogno di stimoli visivi o di oggetti di curiosità. Oppure, capita di incrociare ragazze e ragazzi delle scuole vicine. Ma niente di che. Il bar della Casina delle Muse è l’unico residuo angolo di vita, ma non basta. E verrebbe la voglia di appellarsi alle muse, se non se ne fossero andate chissà dove, per chiedere loro: tornate!