SI CERCA LA VERITÀ SULLA MORTE DI RICCARDO AL MURO TORTO

«Grazie alle notizie pubblicate sul sito del Corriere sono riuscito a rintracciare alcune persone che hanno assistito all’incidente nel quale è morto mio figlio Riccardo. Ma ora chiedo un ultimo sforzo: ne manca uno, un ragazzo che si trovava al volante della Cinquecento bianca dalla quale sono partite le prime richieste di soccorso. Lancio un appello affinché si faccia vivo e, come gli altri, si metta a disposizione della giustizia». Così Carlo Patrignani, il padre del medico anestesista dell’Umberto I deceduto a 35 anni il 7 aprile scorso sul Muro Torto in un incidente con un furgone a noleggio. Il conducente di quest’ultimo è tuttora indagato per omicidio colposo. Patrignani è anche riuscito a ottenere dalla Centrale operativa del 118 la registrazione audio delle chiamate di soccorso fatte quel pomeriggio con il figlio ancora a terra. Una testimonianza drammatica di quello che è successo. Fra i testimoni un avvocato che «il 7 aprile scorso procedeva nel sottopassaggio da Corso d’Italia per il Muro Torto e si trovava proprio dietro il motoveicolo Kimco su cui viaggiava mio figlio Riccardo. Ha visto da tergo la dinamica dell’incidente avvenuto all’altezza del parcheggio di Villa Borghese e alla confluenza della rampa di Porta Pinciana : un furgone bianco della Hertz, come da foto scattata da un maresciallo della Finanza intervenuto sul posto, ha travolto il motoveicolo buttando a terra Riccardo dopo un volo di due-tre metri mentre il motoveicolo, scaraventato contro il guard rail, finiva sulla corsia di destra almeno a 20 metri dal corpo riverso a terra, con lo zaino nero a mezzo metro», aggiunge il padre della vittima. «Secondo l’avvocatessa – prosegue – il conducente del furgone spostava il mezzo sulla corsia di destra a circa 10 metri dal corpo e a una decina di metri dal motoveicolo. Accorreva a soccorrere Riccardo una dottoressa del Bambin Gesù che comunicava all’operatrice del 118 lo stato semi-cosciente di Riccardo il cui polso era buono. Veniva tolto lo zaino dalla strada per far scorrere le auto. I mezzi di soccorso arrivavano tempestivamente come risulta dalle schede di soccorso fornitemi dal 118: chiamata alle 13.36, arrivo alle 13.42. Alle 14 Riccardo in codice rosso era già al pronto soccorso del Policlinico Umberto I. I vigili del II Gruppo arrivavano in tre ma quando ormai sul posto c’erano solo il furgone della Hertz e il motoveicolo. Gli stessi che più tardi, alle 17, mi hanno comunicato al Policlinico Umberto I la versione del tamponamento: per loro lo scooter era andato a sbattere contro il furgone». Per il padre del medico una «tesi inverosimile per la disposizione del corpo a terra sulla corsia di sinistra, del furgone una decina di metri più avanti sulla corsia di destra e lo scooter una decina di metri avanti al furgone sempre sulla corsia di destra. Più verosimile la tesi che il furgone nell’immettersi da Porta Pinciana sul Muro Torto abbia urtato il motoveicolo che procedeva a velocità contenuta sulla corsia di sinistra provenendo dal sottopassaggio di Porta Pinciana». Fonte: Corriere della Sera