UN 25 APRILE ALL’AUDITORIUM PER PARLARE DI LIBERTÀ

A 70 anni dalla Liberazione è necessario passare dalla retorica della commemorazione alla celebrazione della libertà. Di che cosa è fatta la nostra libertà? Della possibilità di scegliere? Di sicurezza e protezione? La libertà è requisito fondamentale perché un individuo si emancipi ed è insieme impegno per la collettività. È così oggi, come lo era il 25 aprile 1945. Ed è per questo che celebrare la Liberazione ha senso, eccome, ancora 70 anni dopo: è una festa che riguarda tutti. Dalle ore 16 alle 19.30, oggi all’Auditorium un incontro di storia, letteratura e cinema. Sul palco due storici e un filosofo: Simona Colarizi descriverà il 25 Aprile; Emilio Gentile racconterà del mito conteso della Resistenza e della Liberazione; Giulio Giorello parlerà della libertà di ieri e di oggi. L’attrice Lunetta Savino guiderà gli spettatori in un percorso di letture sul tema della libertà declinato al femminile. Alberto Crespi proporrà documentari originali e un’ampia sezione di sequenze da film che hanno raccontato la Resistenza e la Liberazione o che hanno come tema fondamentale il concetto di “libertà”. Come L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, Roma città aperta e Paisà di Roberto Rossellini, L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, Nell’anno del Signore di Luigi Magni. A tenere il filo della maratona Paolo Di Paolo che darà voce a scrittori di ieri e di oggi sulla Resistenza. Dalle ore 21 è di scena la musica. Protagonista il Premio Oscar Nicola Piovani con la Roma Sinfonietta. Un repertorio vastissimo e caro a tutti delle sue colonne sonore per il grande schermo. Tra le quali, sul tema della libertà civile La notte di San Lorenzo di Paolo e Vittorio Taviani, su quello della libertà della tenerezza e del silenzio Ginger e Fred e La voce della Luna di Federico Fellini, sulla libertà della leggerezza il celeberrimo La vita è bella e Pinocchio di Roberto Benigni.