VILLA TORLONIA: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “FILOSOLFEGGIANDO”

Oggi, alle ore 18, a “La Serra” del Teatro di Villa Torlonia, presentazione del libro “Filosolfeggiando. (S)quinterni di (S)confessioni” di Bruno Aprea. Insieme all’autore interverranno: Claudio Strinati, critico d’arte e musicologo; Rocco Familiari, scrittore e drammaturgo; Massimo Fargnoli, già direttore artistico Orchestra Sinfonica Rai di Napoli; Dinko Fabris, musicologo. Modera: Virginia Foderaro, direttore editoriale Edizioni Opposto. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. “Bruno Aprea è scrittore più sintetico del futurista Achille Campanile che per una tragedia aveva bisogno di due battute: a lui basta una per scrivere una commedia”. Così Walter Pedullà inizia la sua Prefazione allo scritto di un autorevolissimo Direttore d’Orchestra: Bruno Aprea. Si tratta di un’Opera Prima letteraria che della musica conserva l’esperienza, l’ispirazione e la riflessione in racconti di vita (e filosofia) nei quali ritrovarsi, perdersi e sorridere con una forte dose di humour. E’ “Filosolfeggiando”, una raccolta di confessioni scottanti e visioni ironiche dell’esistenza dove i pensieri e i reciproci contatti tra le varie arti hanno portato l’autore alla formulazione di idee narrative, racconti, aforismi e anche brevi saggi, spesso documentati con immagini e citazioni. Di impossibile classificazione in un genere predefinito, il libro traspone – per tempi, temi, colori e argomentazioni – fraseggi e strutture musicali in forme letterarie abbracciando l’Arte, l’Etica, il Costume, ma anche l’Amore e il Sesso in discorsi sintetici ad un ritmo frenetico dove la battuta comica lascia il posto ad un corto circuito in cui la scrittura, semplice ed esilarante, trascina la mente verso vertiginosi meandri. Eros, Musica e Scrittura vanno a braccetto nella gimkana di parole in celere staffetta tra l’avventura americana del Principal Conductor della Palm Beach Opera alle sue esperienze artistiche d’infanzia; dagli intimismi precorsi alla ricerca della compagnia femminile ad hoc (castigante o delirante che sia) alla reinterpretazione di conclamate opere d’arte. Il tutto all’interno di una scrittura variata dove i suoni rincorrono le parole, le note i concetti, le immagini gli aforismi, i calembour le esperienze vissute ed in cui il non-modello rende la lettura piacevole, scorrevole ed intrigante proprio perché mette a nudo la trasversalità dell’anima, trascinandola dall’accreditato piedistallo di una direzione sinfonica al pianterreno abitato da lettori onnivori e affamati di novità. Questa orchestra di parole, arguzie ed emozioni, sintetica ma incisiva, sicuramente non li deluderà.