ROGO STAZIONE TIBURTINA DEL 2011: RINVIO A GIUDIZIO PER TRE

Per il rogo che il 24 luglio 2011 devastò la stazione Tiburtina di Roma la procura ha chiesto il rinvio a giudizio, per incendio colposo, di tre persone, all’epoca dei fatti manager di Rete ferroviaria italiana (Rfi). L’8 luglio prossimo davanti al gup Valerio Savio saranno vagliate le posizioni dell’allora direttore della produzione Maurizio Gentile, al tempo responsabile della Direzione di produzione di Roma; di Silvio Gizzi e del responsabile dell’unità del nodo di Roma, Ciro Ianniello. Dal fascicolo processuale è stata stralciata la posizione di un altro manager, Michele Mario Elia, per cui è stata sollecitata l’archiviazione. Secondo quanto accertato dal pm Barbara Sargenti, il sistema di rilevazione degli incendi all’interno della stazione Tiburtina non era adeguato. In particolare, è detto nel capo di imputazione, le fiamme si propagarono, raggiungendo notevoli proporzioni, per la mancanza di un sistema organico di compartimentazione del fabbricato che impedisse la rapida propagazione delle fiamme e di misure per il distacco dell’alimentazione elettrica. Le fiamme furono domate dai vigili del fuoco dopo 15 ore. A subire i danni maggiori fu la vecchia palazzina che ospitava la centrale di controllo della stazione ferroviaria. La struttura fu successivamente demolita.