ANGELO BRANDUARDI STASERA AL PARCO DELLA MUSICA

“Camminando camminando”, Angelo Branduardi arriva questa sera al Parco della Musica. E presenta l’omonimo progetto musicale che prende ispirazione dalle sue lunghe peregrinazioni in ambito folk. In questa occasione, in particolare, l’artista guarda alla tradizione delle melodie inglesi dell’era elisabettiana, un territorio che ha esplorato nel suo ultimo album “Il rovo e la rosa, ballate d’amore e di morte”. Si tratta di fiori e sentimenti nascosti in un “giardino segreto – come dice Branduardi – da frequentare all’alba, in punta di piedi (scalzi), costruito su suoni che sono allo stesso tempo antichi e moderni, cogliendone le suggestioni e gli umori, ascoltando l’eco senza tempo di quegli antichi racconti popolari di amore e di morte, di incanti e avventure, tramandati per secoli e tutt’ora presenti nella memoria collettiva delle genti al di qua e al di là dell’Atlantico”. Punto di partenza ed ispirazione di “Camminando camminando” sono le child ballads, presenti nella ricchissima antologia che il musicologo Francis J. Child raccolse nell’Ottocento mettendo insieme il patrimonio culturale del folk inglese, scozzese ed irlandese, anche se Branduardi ha deciso di concentrare la sua attenzione sulle arie dell’età elisabettiana in voga a cavallo tra Cinque e Seicento. Melodie che il musicista accompagna con queste personali riflessioni: “Camminando si raggiungono delle mete parziali, si cerca di non avere una meta definitiva perché quando la si raggiunge non si sa più dove andare. Camminando fa venire in mente i Cavalieri della Tavola Rotonda che andavano cercando il Santo Graal, non so quanto coscienti del fatto che ci fosse e non ci fosse”. Quindi, al centro del concerto, insieme ai sempreverdi “La Luna”, “Confessioni di un malandrino”, “Il dono del cervo” e album come “Alla fiera dell’est”, “La pulce d’acqua” e “Cogli la prima mela”, i materiali presenti in “Il Rovo e la rosa”, un disco nel quale il musicista ha fatto convivere titoli appartenenti al suo passato più remoto insieme agli “originali” che li avevano ispirati, attraverso un lavoro di distruzione e ricostruzione non solo musicale ma anche di testo, per riportarli ad una versione filologica e in un certo senso inedita. Fra, questi esemplare “Mary Hamilton” nelle cui liriche ricompaiono i cenni storici che all’epoca della prima versione di un giovane Branduardi, intitolata Ninna nanna, erano stati eliminati e invece ora tornano per raccontare una donna che “ha realmente vissuto e realmente sofferto”. Sul palco, con il cantautore, Michele Ascolese: chitarre; Stefano Olivato: basso e armonica a bocca; Leonardo Pieri: tastiere e fisarmonica; e Davide Ragazzoni: percussioni. Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 21, ingressi da 25 a 46 euro, tel. 06.80241281.