INCIDENTE DI PIAZZA ISTRIA: “CHI SA, PARLI”, DICE IL PADRE DELLA VITTIMA

“Quando mi hanno detto dell’incidente, non volevo crederci. Non poteva essere vero. Ho preso il telefonino e l’ho chiamato al cellulare”. Mauro Liberti, il papà di Luca, aspetta l’avvocato di famiglia nei corridoi della procura. Il volto è tirato, come quello di mamma Elena, funzionaria al ministero dell’Interno: “Non correva mai col motorino, era sempre attento. Non riesco a capacitarmi… come può essere successo?”. Sono trascorse soltanto poche ore dall’incidente che ha strappato loro il sorriso del 18enne d’oro che tutti a scuola chiamavano “cucciolotto”. Troppo poche per elaborare un lutto pesantissimo, abbastanza per chiedere ai testimoni di farsi avanti, di contattare il loro legale, Francesco Maria Cardosi. “Qualcuno deve aver visto qualcosa”, ripete a più riprese il padre. “Forse c’è la telecamera della banca all’angolo tra piazza Istria e corso Trieste”, continua la madre. Poi c’è Andrea Pietrangeli, il fratello maggiore di Luca. Stessa mamma, papà diversi e un amore sconfinato per il ragazzo di cui aveva seguito la crescita passo dopo passo. “Era più piccolo di me di 10 anni – racconta Andrea – e per lui sono stato sempre una sorta di secondo padre”. Poi una marea di ricordi: “L’ho visto diventare grande coi boy scout di Santa Maria Goretti (la chiesa dove si terranno i funerali tra mercoledì e giovedì, ndr) e con me aveva imparato ad amare l’aria aperta. Gli avevo attaccato la passione per le arrampicate”. Nel tempo libero Luca non seguiva troppo il calcio, come la maggior parte degli amici. “Fosse per lui – continua il fratello maggiore – avrebbe sciato tutto il tempo, amava le Alpi. Era la sua grande passione. Per un periodo, qualche anno fa, aveva fatto anche canottaggio. Il futuro? Ci pensava, eccome. Era appena tornato dal viaggio dei 100 giorni a Praga con la classe. Stava per fare la maturità, ma era confuso sulla facoltà da scegliere. Studiava tanto, amava le materie scientifiche ed era un pezzo di pane. Era bellissimo. Le ragazze nei prossimi anni se lo sarebbero conteso. L’ho seguito sempre e ora… quel motorino neanche andava forte e Luca non era spericolato. È una tragedia incredibile”. Fonte: la Repubblica