CINEMA: IN ARRIVO LA RASSEGNA FRANCESE “RENDEZ-VOUS”

Così vicini, così lontani. Da decenni si lodano, si studiano, si rincorrono, si snobbano, si premiano, si scambiano idee e ruoli. Quello che lega attori e registi italiani e francesi è un rapporto ad alto tasso sentimentale. Le occasioni di confronto (e di scontro) si rinnovano con le stagioni. Esempio recente è Cadences Obstinées, seconda regia di Fanny Ardant che ha scelto nel nostro paese la coppia di protagonisti (Asia Argento e Franco Nero) da affiancare a Gérard Depardieu. La storia di una violinista di talento pronta a rinunciare alla carriera nel (vano) tentativo di salvare il suo matrimonio. Lo si potrà vedere il prossimo 10 aprile alla Casa del cinema, è uno dei trenta titoli che compone la V edizione dei Rendez-vous, appuntamento con il nuovo cinema francese, il festival itinerante (dopo Roma toccherà Napoli, Bologna, Palermo, Torino e Lecce) dedicato alla produzione d’oltralpe. Fanny Ardant farà gli onori di casa. Madrina dei Rendez-vous, presente non solo come regista: l’anteprima della rassegna (mercoledì 8 aprile) è Chic! di Jerome Cornau, in cui interpreta Alicia Ricos, regina dell’alta moda in crisi creativa fino all’incontro con un rude giardiniere. Una trentina i titoli in programma fino al 12 aprile, proiezioni al Quattro Fontane, alla Casa del cinema, all’Accademia di Francia. Coinvolto anche il Maxxi, ma il 18 aprile, per Naissance d’un musée. Le Louvre Lens di Alain Fleischer, narra dall’ideazione all’inaugurazione nel 2012 del museo «gemello» di quello parigino. Tra gli ospiti anche il regista marsigliese Robert Guédiguan che porta a Roma Au fils d’Ariane, nuovo capitolo della sua indagine su vita, lavoro e sentimenti affidata come sempre alla sua musa e compagna Ariane Ascaride. Questa volta abbandonata da marito e figli il giorno del suo compleanno e in procinto di partire verso la grande città e le sue incognite. Molti i titoli da non perdere. Les jour venus di Romain Goupil (con Valeria Bruni Tedeschi e Noémie Lvovski) riflessione dal personale al politico sulla vita e il tempo che passa. Il più assoluto dei sentimenti, l’amore, al centro di Pas son genre di Lucas Belvaux, tratto dal fortunato romanzo di Philippe Vilain, con Emilie Dequenne e Loïc Corbery. Incontro tra due opposti: un filosofo kantianamente distaccato e una saggia parrucchiera appassionata di romanzi rosa e karaoke. Per l’animazione protagonisti i Mumin, con Les Moomins sur la Riviera di Xavier Picard. Gran successo in patria al box office per altre commedie, come Les Souvenirs di Jean-Paul Rouve. E Samba il nuovo film della coppia d’oro Eric Toledano e Olivier Nakache (quelli di Quasi amici). Ancora il loro attore feticcio, Omar Sy, impegnato qui con Charlotte Gainsbourg e Tahar Rahim a far sorridere su un tema serissimo, i sans papier di Parigi. Asso pigliatutto alla Quinzaine 2014, premiato anche ai César 2015, arriva ai Rendez-vous anche Les combattents di Thomas Cailley, al suo primo lungometraggio, girato con attori all’esordio, Adèle Haenel e Kévin Azaïs alle prese con un amore in grado di superare un corso di sopravvivenza paramilitare. Per il cinema del reale, l’ospite d’onore è Julie Bertuccelli con il suo documentario Le Cour de Babel, sulla scuola con ragazzi tra 11 e 15 anni – senegalesi, tunisini, brasiliani, marocchini, cinesi – appena arrivati in Francia. A Villa Medici, a partire dal 9 aprile, si rinnova l’appuntamento «Cineasti del presente», dedicato ad autori emergenti. In programma Mange tes morts di Jean-Charles Hue, Vincent n’a pas d’écailles di Thomas Salvador e Eastern Boys di Robin Campillo. Atteso a Villa Medici il regista e attore Mathieu Amalric, che si racconterà attraverso quattro film di cui firma la regia. Dall’esordio, Mange ta soupe, a Le stade de Wimbledon, liberamente ispirato all’omonimo romanzo del nostro Daniele Del Giudice. Quindi Tournée, premio per la migliore regia al Festival di Cannes 2010, infine il recente, La Chambre bleue, tratto da Georges Simenon, che è la sua ultima grande regia.