STRISCE BLU, DI NUOVO A 1 EURO IL COSTO DEL PARCHEGGIO

L’aumento delle tariffe di sosta per il parcheggio entro le strisce blu resta illegittimo. Torna in vigore, almeno per i prossimi mesi, la quota di un euro all’ora. Il Campidoglio ha infatti rinunciato dinanzi al Consiglio di Stato alla richiesta di sospensiva della sentenza con cui il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dal Codacons, ha bocciato l’impennata dei prezzi di posteggio. Per sapere se i giudici decideranno se confermare o meno il dispositivo del Tribunale Amministrativo, bisognerà aspettare il 15 settembre. Nel frattempo, come fa sapere l’associazione dei consumatori, «il Comune dovrà procedere ad adeguare gli strumenti di pagamento per consentire agli automobilisti la sosta di un’ora al costo di 1 euro, e dovrà anche reintrodurre tutte le agevolazioni cancellate con la delibera bocciata dal Tar, ossia l’abbonamento giornaliero da 4 euro e quello mensile al prezzo di 70 euro». La bocciatura del Tar al Comune, la quinta nel giro di pochi mesi, è arrivata lo scorso 17 marzo. I giudici della II sezione hanno soppresso la delibera del 29 luglio 2014 che prevedeva uno scatto del prezzo di sosta da 1 euro a 1,50 in tutte le aree, e cancellava le agevolazioni giornaliere e mensili. Secondo il Tribunale, il Campidoglio avrebbe utilizzato in modo ingiustificato «la leva finanziaria quale strumento esclusivo per migliorare l’utilizzo degli spazi di sosta». La delibera in questione è stata stroncata: a detta dei magistrati, sarebbe basata su «un’istruttoria incompleta e inadeguata» rispetto allo scopo dichiarato dal Comune, cioè «regolare l’uso dell’auto da parte dei cittadini che arrivano da aree servite dal trasporto pubblico». In concomitanza con l’impennata dei prezzi di posteggio, infatti, non ci sarebbe stato un adeguato potenziamento dei mezzi pubblici che, in realtà, «avrebbe dovuto precedere e non seguire la rimodulazione della disciplina della sosta». E, soprattutto, non ci sarebbe stata «alcuna verifica circa la specifica domanda di sosta nelle diverse zone tariffate». Il problema, secondo i giudici, è che il Comune per compilare la delibera avrebbe fatto affidamento su uno studio dell’Agenzia per la Mobilità, risultato però desueto e non conforme alla situazione attuale: «l’analisi si limita alla riproduzione degli elaborati dello studio condotto nel 2008 da un’apposita commissione». E ancora: «Deve escludersi che l’Agenzia abbia condotto autonome ed aggiornate verifiche circa l’adeguatezza dell’offerta di trasporto nelle diverse zone».