IL FUTURO INCERTO DEL MUSEO DELLA SHOAH

Il Museo Nazionale della Shoah di Roma non si farà come era stato pensato dagli architetti Luca Zevi e Giorgio Maria Tamburini accanto a Villa Torlonia, già residenza di Benito Mussolini, in via Nomentana. Lo scrive Artribune. Da tempo circolano diverse ipotesi su quale sarà la nuova sede ma vista la volontà di inaugurare il museo per il 70esimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz – il 27 gennaio 2015 – non sembra ci siano i tempi per realizzare un nuovo museo. La decisione del Campidoglio sarebbe quindi quella di realizzare solo un grande allestimento – non è ancora chiaro da chi sarà progettato – in piazza Marconi, all’Eur, nell’edificio che oggi ospita il centro commerciale White Gallery. Il progetto del museo della Shoah di Roma risale al 2006, quando l’allora sindaco Walter Veltroni ne propose la realizzazione. I terreni su cui doveva sorgere erano stati acquistati dal Comune per 15 milioni di euro (pagati con permute e compensazioni) e la gara d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori era stata avviata a maggio del 2013. Poi, dopo molte lungaggini burocratiche, sempre secondo quanto riporta Artribune, sembra che le forti pressioni della comunità ebraica per avere uno spazio commemorativo entro il 70esimo anniversario della liberazione di Auschwitz, che ricorrerà tra poco più di un anno, abbiano spinto il Campidoglio a cambiare progetti. Intanto l’Istituto nazionale di Architettura, ha lanciato una petizione su change.org per chiedere al sindaco Ignazio Marino di mantenere le promesse e realizzare il museo così come era stato concepito e progettato. Per rispettare comunque anche l’anniversario di Auschwitz, la proposta è quella di organizzare “una solenne cerimonia di posa della prima pietra in quella data e, contemporaneamente, l’inaugurazione di una sede provvisoria del museo che possa ospitare un’esposizione temporanea dei materiali raccolti, fino alla conclusione dei lavori dell’edificio definitivo”. Fonte: il Messaggero