RINCARI STRISCE BLU, IL 3 SETTEMBRE LA SENTENZA DEL TAR

«Il prossimo 3 settembre il Tar del Lazio deciderà se bloccare gli aumenti dei permessi per l’accesso alla Ztl della Capitale». È quanto annuncia in una nota il Codacons. «La II sezione del Tar – è detto nel comunicato – che ha provvisoriamente sospeso gli abnormi rincari imposti dal Comune di Roma per residenti e commercianti delle zone a traffico limitato, si pronuncerà sul ricorso presentato dal Codacons e da alcuni cittadini, finalizzato ad ottenere la cancellazione definitiva degli aumenti tariffari per il rilascio dei permessi nelle aree Ztl». Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «si tratta di rincari ingiustificati per la loro entità, ed illegittimi perchè creano una evidente disparità tra cittadini che risiedono o lavorano nelle aree Ztl e cittadini che invece vivono fuori da tali zone. Per tale motivo abbiamo chiesto al Tar di bocciare i relativi provvedimenti del Comune di Roma». Rienzi annuncia, infine, che l’associazione «sta raccogliendo le adesioni degli utenti al ricorso collettivo contro i rincari delle strisce blu. Appare evidente che, dopo gli aumenti delle tariffe Ztl e di quelle relative ai parcheggi a pagamento, gli automobilisti romani appaiono i più tartassati d’Italia, costretti a subire non solo rincari ingiustificati, ma anche una viabilità sempre più critica e un trasporto pubblico inadeguato che fa acqua da tutte le parti». Di Berardino, segretario della Cgil di Roma rincara: «Sospendere aumento e studiare soluzioni per i lavoratori». «L’obiezione secondo cui la tariffa delle strisce blu nella Capitale era la più bassa d’Italia non può giustificare un suo aumento, soprattutto in considerazione del pietoso stato in cui versa il sistema della mobilità cittadina e dell’assoluta mancanza di un progetto complessivo che lo regoli». «È evidente – continua – che in assenza di un intervento decisivo volto a sollevare le sorti del trasporto pubblico locale incentivando l’uso dei mezzi pubblici, l’aumento in questione non solo non sarà accettato dai romani, ma sarà vissuto come l’ennesimo affronto e l’ennesimo attentato alle loro tasche, specie a quelle dei pensionati e di chi si sposta per motivi di lavoro. Chiediamo dunque la sospensione del provvedimento almeno fino alla fine dell’anno in modo tale da poter studiare, di concerto con le organizzazioni sindacali, possibili agevolazioni a favore dei lavoratori, magari prevedendo specifiche convenzioni, e da approntare una riorganizzazione della rete della mobilità cittadina, in particolare dalle periferie verso il centro».