TUTTA LA PROGRAMMAZIONE ESTIVA DEL MAXXI

Una mostra personale, di taglio antologico e dedicata a un nome affermato del design. La quarta tappa di un programma dedicato alla giovane architettura. E un focus che inaugura un progetto triennale dedicato alla promozione di gruppi indipendenti. Sono tre le nuove iniziative con cui il Maxxi ha inaugurato la sua programmazione estiva. La prima: un omaggio a Gaetano Pesce, classe 1939, architetto, designer e artista le cui opere resteranno in mostra fino al 5 ottobre. Titolo scelto per la personale, a cura di Gianni Mercurio e Domitilla Dardi, «Il tempo della diversità». Un allestimento (su quaranta pannelli mobili), al quale ha contribuito lo stesso Pesce e che ripercorre l’intero suo percorso creativo dalle origini, negli anni Sessanta, fino alle ultime ricerche. Sono esposti disegni, bozzetti, schizzi, modelli originali e oggetti in scala al vero, collocati all’interno della Galleria 1 al piano terra del museo. Asimmetrie, antropomorfismo, colori molto accesi: questi alcuni dei «sintagmi» ricorrenti nell’opera di un artista che in questa esposizione ha puntato sull’idea di un allestimento in buona parte «in divenire», dove cioè il pubblico viene guidato a una lettura sempre diversa della mostra, espressa di volta in volta nella disposizione casuale e variabile dei pannelli. Da segnalare, sulla piazza esterna, una versione assai vistosa e gigante (sette metri di altezza) della «Up 5&6», poltrona a forma di donna creata da Pesce e divenuta un po’ uno suo «marchio di fabbrica». All’interno, materiali sulla condizione della donna nel mondo e uno speciale tributo a Malala Yousafzai, studentessa e attivista pakistana diciassettenne impegnata per l’affermazione di diritti. «Sono orgoglioso di esporre il mio lavoro al Maxxi – ha spiegato Pesce – istituzione culturale nella capitale del mio Paese. L’esposizione comprende opere del passato, del presente e opere fatte in occasione di questa mostra, come le due installazioni, una dedicata al Tempo, che nel suo scorrere è sempre diverso, a differenza di come viene normalmente concepito, l’altra dedicata a una poltrona che compie oggi 45 anni dalla sua prima edizione. Questa seduta, che metaforicamente lega con una catena un corpo femminile a una palla, l’avevo concepita per denunciare la condizione di prigionia a cui la donna è condannata dai pregiudizi maschili». Seconda iniziativa del museo di via Guido Reni, la grande parete di legno e luci (scenografiche soprattutto in versione notturna) firmata dallo studio romano di architettura «Orizzontale», un collettivo composto da otto individui incentrato sul tema del «riuso» e vincitore della quarta edizione italiana del concorso «Yap, Young Architects Program». Titolo della loro installazione — otto metri e mezzo di altezza, di fatto un palcoscenico teatrale — «8 ½», appunto; una piattaforma con sedute e una parete interamente rivestita su un lato da sfere di plastica ricavate dal riciclo dei contenitori di birra artigianale. Sono queste sfere che si trasformano in lampade, mentre un percorso consente ai visitatori e a chi fa spettacoli di accedere a un livello superiore. Appositamente pensata come un’arena, «8 ½» ospiterà infatti lungo tutta l’estate una serie di iniziative, incontri d’arte, architettura, cinema, musica e poesia a ingresso libero (ieri festa d’apertura con dj e vj).Terza, e forse la più interessante tra le iniziative proposte almeno come idea, è la prima tappa del progetto triennale «The Indipendent» ideato da Hou Hanru, direttore artistico del Maxxi. Obiettivo: raccontare laboratori, case editrici, spazi espositivi, piattaforme online, riviste e in generale progetti di cultura contemporanea che operino per canali non ufficiali rivelandosi una valida alternativa ai modi istituzionali di produrre cultura. Prime due realtà analizzate, «Cura.» e «Isola Art Center». (Info: www.fondazionemaxxi.it, tel. 06.3201954; da martedì a domenica 11-19, il sabato fino alle 22).