SAN LORENZO, SFRATTO PER GIORGIO BISEGNA IN VIA DEI LATINI

L’ufficiale giudiziario è tornato a bussare alla porta di Giorgio Bisegna presidente dell’Anpi di San Lorenzo sotto sfratto per morosità incolpevole. Un pezzo di memoria storica del quartiere famoso per il carattere antifascista ai tempi della dittatura rischia di doversene andare sotto ai colpi della legge del mercato immobiliare. L’affitto dell’appartamento di 50 metri quadrati in via dei Latini 71 dove Bisegna vive da 35 anni ha raggiunto quota 950 euro e lui, insieme alla moglie, entrambi pensionati, non riesce più a pagarlo per intero. Sul posto per ‘difenderlo’ una cinquantina di persone tra comitati di quartiere e attivisti dei movimenti sociali. Presente anche l’assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale, Rita Cutini, il presidente del II Municipio, Giuseppe Gerace, e il capogruppo di Sel in Consiglio comunale, Gianluca Peciola. “Siamo qui, insieme ai cittadini del Municipio, per chiedere alla Prefettura il tempo necessario per rendere operativa la soluzione alternativa allo sfratto già individuata” hanno dichiarato. “In un momento come questo in cui la crisi sta stringendo in una morsa di disperazione i cittadini romani non possiamo permettere che ad essere colpiti siano sempre i più fragili, anziani soprattutto. Non possiamo tollerare che ad ingrossare la cifra dei senza fissa dimora siano i più deboli” si legge in un comunicato. Il Comune di Roma è da tempo alla ricerca di una soluzione. Spiega l’assessore alla casa Daniele Ozzimo: “Insieme al presidente del II Municipio, Giuseppe Gerace, stiamo seguendo da mesi la situazione dell’anziana coppia, tentando invano anche di raggiungere un accordo con i condomini. Oggi abbiamo ottenuto il rinvio dello sfratto fino al 25 luglio ma, prima di quella data, contiamo di arrivare a una soluzione definitiva nell’area di un ex deposito Atac, oggi riconvertita a uso abitativo non molto lontano da San Lorenzo. In base a un accordo con il Campidoglio, infatti, una parte degli appartamenti realizzati in quell’area dovrà essere destinata esclusivamente all’affitto per famiglie a basso reddito”. Aggiungono Cutini, Gerace e Peciola: “La presenza di tre persone delle istituzioni è motivata dalla preoccupazione che si creino situazione di conflittualità sociale laddove c’è un forte impegno di Roma Capitale. In questo caso specifico chiediamo un tempo congruo, non infinito, ma necessario perché la situazione già individuata possa diventare operativa. Dobbiamo mettere in opera interventi di passaggio di casa in casa, evitando il trauma dello sfratto”. Poi la denuncia: “Rimaniamo stupefatti e dispiaciuti per il fatto che i rappresentati delle Istituzioni non siano stati ricevuti dal Commissariato di zona. Sarebbe opportuna ed utile una maggiore collaborazione istituzionale”. “L’obiettivo è quello di fare in modo che possano accedere alla legge per la morosità incolpevole” commenta Peciola. “Non è però un segnale positivo la chiusura da parte del Commissariato. Dalla legge regionale al pacchetto casa del Comune di Roma si sta cercando di mettere in campo delle risposte” continua Peciola. “Questa chiusura però rischia di ingenerare tensione sociale”. Fonte: Romatoday