POCHI SOLDI, VECCHIA SCUSA. NON ABBANDONIAMO PIAZZA MANCINI

di Elena Improta

consigliere Municipio II

Non ci sono soldi. Il leitmotiv sembra ormai giustificare l’incapacità di gestione di un’intera città, di ciascun settore produttivo, di ciascun ufficio che debba garantire un servizio, dalla scuola ai giardini, dalla manutenzione delle strade al servizio di trasporto pubblico. L’ultima riguarda i provvedimenti per ristabilire vivibilità, sicurezza, pulizia e decoro in piazza Mancini. Solo pochi giorni fa due carabinieri sono finiti in ospedale per aver osato chiedere i documenti d’identità a due uomini ubriachi. Davanti all’asilo nido “Pollicina” continuano bivacchi, raduni di ragazzi che usano quei muri come bagni pubblici e i marciapiedi come ripiani per infinite teorie di bottiglie vuote di birra e vino. Le maestre continuano la “bonifica” mattutina del giardino della scuola da vetri, resti di cibo, siringhe. L’Ospol, l’organizzazione sindacale della polizia locale, riferisce che i presidii della municipale in zona Flaminio sono crollati del 35%. L’Ama getta la spugna, è il caso di dirlo. Eppure l’ordinanza anti-bivacco non costa. La recinzione e la trasformazione dell’area in “punto verde qualità” non costa: i cittadini dei comitati di quartiere sarebbero ben felici di prendersi cura di quei giardini. Eppure basterebbe far funzionare ciò che c’è già. Senza inventarsi nulla. Senza lamentarsi perché i soldi sono pochi.