SEMPRE GRAVE IL CIGNO RICOVERATO ALLA LIPU

E’ in gravi condizioni il cigno preso a bastonate sulla spiaggetta del lago di Bracciano domenica pomeriggio e portato ieri intorno all’ora di pranzo dal titolare di un camping al Bioparco di Roma che subito lo ha fatto ricoverare al vicino centro Lipu, Lega protezione italiana uccelli, in via Ulisse Aldrovandi. I veterinari del centro spiegano che la situazione è apparsa subito grave: “Stiamo facendo di tutto per salvarlo, ma bisogna aspettare per capire di che entità sono i problemi neurologici che senz’altro ha riportato. Il primo responso arriverà dopo almeno 24 ore di osservazione ma i tempi potrebbero essere lunghi”. Il cigno ferito è stato portato da Bracciano a Roma dal titolare di un vicino camping visto che tutte le chiamate di soccorso a enti e associazioni si sono rivelate inutili: nessuno si dichiarava “competente sul caso”. Sulle rive del lago, da diversi anni una famiglia di reali nidifica in totale armonia con i soliti frequentatori del lago abituati ad una convivenza rispettosa. Tuttavia sabato scorso qualcuno, probabilmente un giovanissimo turista, ha aggredito con una improvvisa e imprevedibile raffica di pugni sulla testa un cigno maschio che, difendendo il suo nido, si era opposto al giovane intruso tentando di beccarlo. Un ospite del campeggio e la sua compagna in due occasioni sono intervenuti per allontanare il ragazzo dal cigno e poi si sono subito rivolti alla direzione del camping. Durante la tarda serata poi, c’è stata una seconda aggressione all’animale, probabilmente con qualche bastone. Secondo quanto raccontano i titolari del camping, la mattina di domenica il cigno era agonizzante in spiaggia, incapace di muovere collo e cranio. Dopo un lungo rimpallo tra enti, viene contatta la Lipu, anche lei impossibilitata a recuperare l’animale sul posto. “Sì, i soccorritori del cigno ci hanno chiamato da Bracciano ma non siamo potuti andare noi sul posto non certo per negligenza – precisano dal centro di via Aldrovandi e dalla sede nazionale – I responsabili devono restare tutti al centro, i cui uffici chiudono alle 17.30 e i volontari non riescono a muoversi così lontano perché non sono pagati né rimborsati”. “Sono anni che denunciano la nostra situazione – aggiungono . Noi come onlus non abbiamo mezzi né personale né risorse e per questo possiamo garantire sempre meno un servizio di ambulanza per gli animali. Ci siamo sempre detti disponibili a curare il cigno, ad occuparci di lui e poi a provvedere alla sua liberazione ma a causa della mancanza di fondi non possiamo permetterci il recupero. A malapena riusciamo a curare qui gli animali”. “In questo caso – concludono tra la speranza e la tristezza per la triste sorte del cigno bianco reale – speriamo davvero di riuscirci”. Fonte: la Repubblica