DIVENTERÀ MINISTRO LA DIRETTRICE DELL’ACCADEMIA D’EGITTO?

Dalla direzione dell’Accademia d’Egitto di Roma (in via Omero 4) al ministero della Cultura del suo paese. Sulla poltrona più importante, quella di ministro. L’ingresso di Gihane Zaki nel governo che il nuovo premier, Ibrahim Mahleb, sta formando proprio in queste ore è considerato quasi certo negli ambienti politici e culturali del Cairo. Non solo. Alla professoressa – egittologa, membro del Consiglio esecutivo dell’Iccrom e Cavaliere della Repubblica di Francia – che da due anni è alla guida dell’Accademia romana toccherà anche il compito di unificare due ministeri: quello della Cultura e quello delle Antichità che, in considerazione della ricchezza archeologica del Paese, è un dicastero-chiave per l’economia egiziana. La nomina della professoressa Zaki sarebbe un segnale importante della nuova fase politica che si annuncia nel paese e un riconoscimento delle sue competenze personali. Nella rosa dei candidati per l’incarico di ministro, Gihane Zaki, sarebbe la prima donna a ricoprire questo ruolo. Un’anticipatrice in tal senso. Visto che la professoressa Zaki, 48 anni, è la prima donna a dirigere la prestigiosa istituzione egiziana (l’Accademia appunto) dopo ben tredici direttori uomini. Non solo. È la prima ad essere con questo ruolo un’egittologa. Nei suoi due anni di attività sono tante le novità introdotte: le lezioni di egittologia, di storia dell’arte, i workshop con i bambini, le proiezioni cinematografiche e i salotti culturali. Lo scorso anno poi c’è stata la prima cooperazione tra l’Accademia d’Egitto e i Musei Vaticani. Per la prima volta insieme hanno organizzato la conferenza internazionale sui sarcofagi presenti nella collezione egittologica dei Vaticani. Oltre ai Musei Vaticani, l’Accademia ha collaborazioni e scambi culturali anche con altre istituzioni italiane e internazionali, quali l’Iccrom, l’Accademia di Belle Arti, la Facoltà di Architettura della Sapienza, associazioni culturali private e gallerie, con cui si instaurano di volta in volta nuove collaborazioni. L’Accademia d’Egitto a Roma è un polo culturale di importanza unica in Europa, e tra le diciassette Accademie, è l’unica a portare in Italia la cultura araba e africana. Un’istituzione che ha avuto da sempre lo scopo di diffondere non soltanto la cultura e l’arte egiziana a Roma e in Italia, ma anche il ruolo di testimoniare le tappe di una cooperazione leggendaria tra l’Italia e l’Egitto, rafforzando quelle relazioni che da tempo uniscono i due Paesi. Preziosa anche la biblioteca che vanta una lunga storia e che è nata per soddisfare le esigenze degli studenti borsisti che venivano dall’Egitto a studiare l’arte italiana. Contiene circa 10 mila volumi, tra arte, architettura, archeologia e letteratura, tra i libri rari e di pregio possiamo citare l’edizione del 1802 del “Voyage dans la Basse et la Haute Egypte”, diario ed incisione di Vivant Denon, realizzate durante la campagna in Egitto del Bonaparte, o ancora “Dell’anatomia”, un volume sui manoscritti di Leonardo da Vinci della Reale Biblioteca di Windsor, preceduti da uno studio di Mathias-Duval e pubblicati da Teodoro Sabachnikoff a Parigi nel 1898. Un’attività che dimostra nei fatti il desiderio di Gihane Zaki di superare i venti contrari che soffiano sul Paese – dono del Nilo – attraverso la cultura, la formazione, l’educazione. Puntando anche sull’innovazione. Insomma, anche solo il fatto che il nome di una donna sia entrato nella rosa dei candidati a ministro della cultura è un enorme passo avanti nella storia dell’Egitto. Fonte:il Messaggero