MAXXI, “PLEGARIA MUDA” DI DORIS SALCEDO ALLA GALLERIA 2

Al Maxxi, fino al 24 giugno 2012, Galleria 2, mostra a cura di Monia Trombetta: oltre centoventi coppie di tavoli di legno sovrapposti, separati da un pane di terra, dai quali nascono esili fili d’erba, simbolo di rinascita e di vita: è Plegaria Muda, l’ultimo progetto di Doris Salcedo che riempie con la sua presenza l’intera Galleria del Museo. Artista di grandissima forza espressiva, scultrice della memoria e della vita, del disagio e della dignità, Doris Salsedo ha trovato ispirazione rivolgendo lo sguardo alle vittime delle stragi avvenute per mano dell’esercito in Colombia, suo paese natale, ma anche alle morti violente nei sobborghi di Los Angeles. Plegaria Muda è il grido di dolore contro l’insensatezza di ogni morte violenta, è una preghiera dedicata a quelle persone che non hanno voce per parlare della propria esistenza ma è anche, e soprattutto, un messaggio di speranza: la vita, alla fine, prevale. L’opera è soprtattutto una risposta a un particolare episodio verificatosi tra il 2003 e il 2009, quando circa 1500 giovani colombiani vennero uccisi dall’esercito senza alcuna ragione apparente. Era chiaro, invece, che il governo colombiano aveva implementato un sistema di incentivi e di ricompense per l’esercito, se quest’ultimo avesse provato di avere ucciso un grande numero di guerriglieri in combattimento. L’esercito cominciò quindi a pagare giovani provenienti da aree lontane e depresse del Paese, offrendo loro un lavoro per poi trasportarli in luoghi dove venivano uccisi e classificati come ‘guerriglieri non identificati: morti in combattimento con arma da fuoco’.