QUEL GIARDINO DI MUSTAFA’, TRA VIA SALARIA E VIA SAVOIA

Sul muretto del palazzo di via Salaria, che fa angolo con via Savoia, crescono tantissimi fiori di carta. Proprio lì, a metterli con cura è Mustafà Alì, rifugiato politico egiziano, oppositore di Mubarak, fuggito dal suo paese e arrivato in Italia nel 1992. Deve essere di animo gentile Mustafà, se ha pensato – lui che faceva proprio il giardiniere – di coltivare fiori un po’ così, fatti con sapienza e maestria dalle sue mani esperte. C’è da vederle quelle rose, destinate a non appassire: si possono prendere a due o tre euro, per un cadeau improvvisato o per dare colore e calore. E Mustafà, che parla quattro lingue, viaggia l’Europa con i suoi fiori. Lo si può trovare in un boulevard di Parigi o in una straße di Vienna, oppure ad Atene o a Cipro. Ma più spesso è a Roma, anche a corso d’Italia oltre che a via Salaria, con un pensiero a metà tra il desiderio e il bisogno: lui vorrebbe tornare a fare il giardiniere per davvero e lancia un appello attraverso roma2oggi. Chi volesse contattarlo può scrivere senz’altro alla redazione e avere, così, il suo recapito. Oppure passare a via Salaria, acquistare i fiori e fare due chiacchiere con Mustafà.