CASA DEL CINEMA, OMAGGIO AGLI OTTANTA ANNI DI TINTO BRASS

Il 7 novembre, alle 19, la Casa del Cinema dedica una giornata a Tinto Brass per i suoi ottant’anni. Proiezione del film “L’urlo” e a seguire incontro con il regista, amici e collaboratori, coordinato da Vito Santoro, professore di Letteratura e cinema all’Università di Bari. Nato a Venezia il 26 marzo 1933, Brass si è laureato in legge, trasferendosi poi a Parigi dove è stato archivista alla Cinematheque Française, una delle più prestigiose e ricche raccolte del mondo. Tornato in Italia, ha lavorato come aiuto regista di Alberto Cavalcanti, Joris Jvens, Roberto Rossellini. Ha riscosso l’unanime attenzione della critica più agguerrita fin dalla sua opera prima: “Chi lavora è perduto” del 1963. Nel 1964 dirige i due episodi “L’uccellino” e “L’automobile” del film “La mia Signora”, con Silvana Mangano e Alberto Sordi. Nello stesso anno e con gli stessi attori realizza “Il disco volante”, sempre con Silvana Mangano e Alberto Sordi. Nel 1965 dirige “Yankee”. Nel 1966 con il film “Con il cuore in gola”, interpretato da Jean Louis Trintignan inizia la serie dei film londinesi: “Nerosubianco” (1967), “L’urlo” (1968), trasgressivo specchio poetico di un’epoca, che la censura terrà bloccato fino al ’74; “Drop Out” interpretato da Vanessa Redgrave e Franco Nero; “La vacanza” con gli stessi attori ma girato in Italia. Nel 1975 realizza “Salon Kitty”, nel 1976 il successo mondiale “Caligola” di cui non firma la regia per i noti contrasti con la produzione. Nel 1979 firma “Action” e nel 1983 “La chiave”, un gran successo che rilancia l’attrice Stefania Sandrelli. Nel 1988 realizza “Snack Bar Budapest” con Giancarlo Giannini. Nel 1990 firma la regia di “Paprika” con Deborah Caprioglio, nel 1991 “Così fan tutte” con Claudia Koll, nel 1993 “L’uomo che guarda” con Katerina Vassilissa, nel 1995 “Fermo Posta Tinto Brass” e nel 1997 “Monella” con Anna Ammirati. Nel 1999 supervisiona la serie dei “Corti Circuiti Erotici” e firma la regia di “Trasgredire”. Nel 2002 dirige Anna Galiena e Gabriel Garko in “Senso ’45”, liberamente ispirato al racconto di Camillo Boito. Nel 2003 torna invece alla commedia erotica con il film a episodi “Fallo”. Nel 2008 realizza il corto “Kick the Cock” e nel 2009 “Hotel Courbet”, un mini melò con Caterina Vanzi. Di tutti i suoi film Tinto Brass ha sempre curato personalmente il montaggio, il che dona alla sua opera un’unità espressiva di cinema d’autore. Il regista ha lavorato anche in teatro, dirigendo opere come Pranzo di famiglia di Roberto Lerici (1973), uno spettacolo ripreso per cinque volte, con la stessa regia, fino al 1986, anno in cui, invitato a New York, riscosse un successo di critica e pubblico. Nel 1976 ha diretto “L’uomo di sabbia” di Riccardo Reim, e nel 1990 “Lulù” di Wedekind. Nel gennaio 2002, la Cinematheque Française di Parigi ha dedicato a TInto Brass un omaggio-retrospettiva dal titolo “Eloge de la chair” (Elogio della carne), con la proiezione, nella prestigiosa sala dei Grands Boulevards parigini, di 10 film del “più erotomane dei cineasti ma anche del più cineasta degli erotomani”.

Nel 2009 la 66esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Cinema di Venezia rende omaggio alla sua filmografia mettendo a confronto i suoi lavori underground – i due corti “Tempo libero e Tempo lavorativo” – e il pamphlet surreale di “Nerosubianco” con Hotel Courbet.