A PORTA PIA QUELL’11 SETTEMBRE

È l’11 settembre (data fatidica) del 1926: via Nomentana – angolo via Ancona – poco dopo l’attentato di Lucetti a Mussolini, una folla di curiosi si raduna sul piazzale di Porta Pia. Quel giorno, proprio lì, l’anarchico individualista Gino Lucetti lancia una bomba contro l’automobile su cui viaggia Mussolini. La bomba rimbalza sulla macchina ed esplode a terra ferendo otto passanti. Lucetti è immediatamente immobilizzato da un passante, tale Ettore Perondi, e poi raggiunto dalla polizia. Dalla perquisizione subito effettuata Lucetti viene trovato armato anche di una pistola caricata a proiettili dum-dum. Nel corso delle indagini la polizia cerca invano le prove di un complotto, arresa la madre, il fratello e la sorella di Lucetti, vecchi amici carraresi e anche chi ha alloggiato con lui in albergo. Mussolini esce completamente illeso dall’attentato e dichiara che se la bomba fosse riuscita a penetrare all’interno della vettura l’avrebbe potuta tranquillamente raccogliere per scagliarla a sua volta contro l’attentatore. Venuto a conoscenza che Lucetti è giunto appositamente dalla Francia, Mussolini appena giunto a Palazzo Chigi rivolge alla folla accorsa un infiammato discorso in cui accusa il governo francese di tollerare sul proprio suolo numerosi antifascisti. Lucetti viene processato nel giugno 1927 e condannato a 30 anni di carcere. Con lui vengono condannati come complici a pene di circa vent’anni anche Leandro Sorio e Stefano Vatteroni. Nel 1943 Lucetti è liberato dagli Alleati da poco giunti a Napoli. Lucetti prende quindi alloggio sull’isola di Ischia, ma il 17 settembre 1943, durante un bombardamento effettuato da bombardieri tedeschi, cerca rifugio su di un motoveliero. Il motoveliero è però colpito ed affondato, trascinando Lucetti con sé.