QUELL’AREA PEDONALE CANCELLATA DAL MUNICIPIO

La consigliera del Pd, Anna Marcon, nell’ultimo Consiglio municipale ha presentato un’interrogazione riguardante una recente determinazione dirigenziale del Municipio II, che ha revocato la concessione dell’area pedonale in viale De Coubertin, antistante l’Auditorium Parco della Musica, chiedendone la restituzione. L’area pedonale in questione – ricorda la Marcon – era in concessione alla Fondazione Musica per Roma, che ne curava il decoro e la sicurezza, rendendo lo spazio fruibile alla cittadinanza; la concessione era stata rinnovata fino al novembre 2013, con parere favorevole dell’Avvocatura di Roma Capitale. Nonostante ciò, la recente determina dirigenziale ha disposto l’immediata restituzione dell’area. Il Corriere della Sera.it ha riportato, in proposito, la seguente dichiarazione della presidente del Municipio: “dal consiglio municipale sono venute diverse richieste di cancellazione della concessione che invece del pagamento dell’occupazione di suolo pubblico prevedeva l’utilizzo di alcune sale dall’Auditorium da parte del Municipio”. Ora, considerato che lo spazio in questione è stato sempre chiuso al traffico automobilistico, rappresentando per i cittadini, in particolare per i bambini e le bambine, un luogo di incontro e di gioco da godere in tranquillità e sicurezza; e considerato pure che il 26 marzo diversi cittadini, in particolare mamme, hanno denunciato che l’area protetta è stata improvvisamente sottratta alla comunità e che in essa è stato permesso il transito alle automobili, senza alcun preavviso alle famiglie, esponendo così a gravi rischi i bambini che quotidianamente vi si recano e di fatto privando del tutto ingiustificatamente la cittadinanza di un’area protetta a disposizione della comunità, la consigliera Marcon ha interrogato la presidente del II Municipio per conoscere quali siano gli atti approvati dal consiglio municipale con i quali è stato deciso di non rinnovare la concessione dell’area in questione e di riaprire il viale al traffico automobilistico, privando così la cittadinanza di un’area vissuta da tutti come luogo di gioco, di incontro e di condivisione.