FLAMINIO: BLITZ ACUSTICO CONTRO ALEMANNO

I cittadini del Flaminio sono stanchi («Protestiamo da cinque anni») ma, a due mesi dalle elezioni, ritrovano la grinta. La loro battaglia per spostare i compattatori dell’Ama da Ponte Nenni, vicino a piazza del Popolo, va avanti da cinque anni. «In alternativa abbiamo proposto Borghetto Flaminio e il Villaggio Olimpico – racconta un residente di via Beccaria, Francesco Zucconi – ma nessuno si è mosso. Continuiamo a subire il sottofondo molesto 24 ore su 24, la sporcizia e il cattivo odore». Il prossimo passo sarà un blitz acustico sotto casa del sindaco: «Spareremo da due amplificatori la registrazione del rumore che ci tormenta», annuncia un altro abitante del quartiere, Francesco Napoletano. Ma l’assedio sonoro non è l’unico fastidio: la spazzatura conferita dagli squaletti nei due compattatori sprigiona un odore fetido, soprattutto nei mesi estivi. «Dobbiamo vivere tappati in casa – si sfoga Napoletano – e rinunciare alle cene in terrazzo. Molti, esasperati, si stanno trasferendo». Altro problema, il degrado dell’area su lungotevere Arnaldo da Brescia dove si sarebbe dovuto realizzare un parcheggio (i lavori non sono mai partiti): «È diventata una discarica a cielo aperto – denuncia Zucconi – e sotto gli alberi vivono decine di clochard, che hanno tirato su baracche di legno e teli di plastica». La sera, si aggiunge il viavai davanti al camion dei panini: «Schiamazzi e scorribande – racconta Napoletano – . Sotto l’effetto dell’alcol, spesso i ragazzi tamponano le nostre auto parcheggiate in strada. Al mattino, le ritroviamo semidistrutte: per riparare i danni ho già speso 5.000 euro». Il II Municipio si è più volte espresso a favore dello spostamento, ma i compattatori sono ancora lì: a pochi metri dalle abitazioni e dalle sedi di diverse ambasciate. Giuseppe Gerace, consigliere del Pd nel parlamentino di via Dire Daua, attacca: «Speriamo che, dopo tante promesse, il Municipio si decida a risolvere il problema». L’Ama si dice disposta a valutare altri siti, purché siano gli amministratori del territorio a individuarli. E, contro il rumore, pensa a pannelli fonoassorbenti di plexiglass. Ipotesi bocciata dai residenti: «Surreale». Fonte: Corriere della Sera