QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA SAVOIA

Il consigliere municipale Alessandro Ricci da sempre conduce una strenua battaglia contro i cartelloni, abusivi e non, che deturpano e sottraggono il panorama della città, e si avvale in ciò della consulenza di esperti come l’architetto Rodolfo Bosi. Evidentemente, l’insipienza e la malafede di chi governa giustifica l’insorgenza di figure come l’ “esperto di cartelloni”, commenta ironicamente lo stesso Ricci. Il consigliere ci ha inviato l’interessantissima documentazione – che riportiamo in sintesi – redatta dall’architetto sulla vicenda del cartellone pubblicitario, comparso dalla sera alla mattina in via Savoia, all’altezza del civico 3, e che sta suscitatando le rimostranze e le proteste dei residenti.

Nell’elenco delle ditte pubblicitarie censite nella Nuova Banca Dati del Servizio Affissioni – scrive l’architetto Bosi – al codice 0061 corrisponde la ditta “Ital Media srl”, a cui evidentemente il Comune ha rilasciato la concessione per la locazione di questo impianto. La segnalazione ha messo in evidenza che nella suddetta targhetta al di sotto del numero di codice identificativo 0061/AV919/P (quella del cartellone in questione, ndr) é riportata la scritta “via Savoia fronte civico 94” che è da tutt’altra parte della stessa strada. Ne deriva che l’impianto pubblicitario è stato rimosso dalla sua posizione originaria, presumibilmente perché installato a ridosso della storica Villa Albani, in violazione della normativa. A conferma di questa avvenuta rimozione c’è una foto, che lascia vedere il bordo del marciapiede sul fronte opposto al civico n. 94 di via Savoia con il cemento ancora fresco con cui sono stati otturati i fori dei due montanti che sostenevano l’impianto. Dal momento che il sistema alfanumerico assegnato ad ogni impianto pubblicitario dovrebbe identificare univocamente la tipologia e l’ubicazione del medesimo impianto, se ne deve dedurre l’ipotesi che l’impianto rimosso di fronte al civico n. 94 di via Savoia é stato reinstallato all’altezza del civico n. 3. La ditta interessata – dice sempre Bosi – può produrre una dichiarazione con l’individuazione della nuova posizione (che in genere deve essere sempre nello stesso Municipio): trascorsi inutilmente 30 giorni dalla presentazione della dichiarazione, l’impianto può essere installato dalla ditta richiedente nella nuova posizione, previa specifica “comunicazione” di avvio dell’installazione. A questo punto si entra nei meandri della burocrazia, ma per farla breve, l’architetto si chiede e chiede se il suddetto impianto di proprietà comunale concesso in locazione alla ditta “Ital Media” faccia parte dei 453 impianti Spqr per i quali la locazione è stata rinnovata fino al 31.12.2014, perché diversamente avrebbe un titolo concessorio, scaduto al 31.12.2009 e, quindi, va considerato “abusivo”. Ma ci sono altre considerazioni: l’impianto non sembra avere le dimensioni dell’impianto spostato, pur rispettando gli 8 metri quadri complessivi del precedente (una delibera del 1981 limita a 6 i mq legittimi). E l’architetto Bosi sottolinea pure che l’attuale cartellone si trova a ridosso dell’incrocio con via Velletri, provvisto di attraversamento pedonale, in violazione del codice della strada, che prevede una distanza di almeno 50 metri, che non è rispettata. Ma c’è di più: nel Municipio non possono essere installati nemmeno cartelloni pubblicitari a ridosso degli incroci come quello tra via Savoia e via Salaria, con tanto di semafori e strisce pedonali. Motivo per cui, le violazioni descritte, come si vede, sono sicuramente più di una. In conclusione, l’architetto Bosi chiede alle autorità competenti di voler verificare la legittimità dell’impianto e di far provvedere alla sua immediata rimozione in caso di accertata violazione della normativa vigente in materia. A lui si associano i residenti e i cittadini del Municipio che fanno del decoro urbano uno dei punti fondanti della convivenza civile nel territorio.