PRIMARIE PD PER IL MUNICIPIO E LOGICHE D’APPARATO

Affida a un comunicato tutta la sua amarezza per aver visto respingere la propria candidatura a presidente del Municipio, Elena Improta, che dice: “La mia candidatura alle primarie è stata ufficialmente respinta. Mi viene comunicato che posso fare ricorso ma non ho intenzione di limitarmi a questo. Il mio partito con le sue regole non riconosce il merito dei suoi dirigenti ma riconosce solo il “potere” di compagni del partito assolutamente legittimati dalle loro competenze ma ancor di più dai loro pacchetti di voti, tessere, logiche di apparato, correnti a candidarsi”. “Ho raccolto – continua Improta – oltre 900 firme di cittadini di centro sinistra residenti nel II Municipio, che sostengono la mia candidatura alla presidenza della Circoscrizione ma ho consegnato solo 41 tra le 90 adesioni dei membri dell’Assemblea Pd di zona e quelle degli iscritti al Pd del Municipio richieste dal regolamento. Il regolamento per la selezione delle candidature alla presidenza dei Municipi prevede, infatti, che chi come me è un dirigente del partito, debba presentare almeno 90 firme di iscritti ai circoli del territorio. Solo a candidati non dirigenti è permesso di raccogliere un numero inferiore di firme e di potersi candidare come lista civica. Tuttavia, l’unico strumento che il partito ha messo a disposizione è stato, oltre alla conoscenza e al rapporto diretto, la possibilità di avere accesso, all’interno dei circoli, all’elenco degli iscritti. Ritengo invece che in un contesto di “primarie aperte” il Partito Democratico avrebbe dovuto garantire strumenti volti a promuovere un confronto pubblico ed aperto, e quindi democratico, e a favorire la partecipazione ed il coinvolgimento degli iscritti, dando così agli stessi la possibilità di scegliere con pienezza di mezzi, attraverso iniziative promosse istituzionalmente dai circoli”. “Poiché credo fermamente nel dibattito aperto e democratico – conclude la Improta – e nel coinvolgimento diretto delle persone, ho portato avanti la mia candidatura in maniera coerente con queste mie convinzioni, chiedendo le firme tra gli iscritti che conosco e che mi conoscono e che, quindi, hanno deciso di appoggiarmi sulla base della mia persona, delle mie idee e del mio programma. Con l’unico potere che ho, che è quello della passione e dell’impegno quotidiano fatto di azioni e non solo di parole e poltrone, ho deciso di portare lo stesso avanti la mia candidatura come presidente del Municipio, nella speranza che il 26 maggio siano solo e unicamente i cittadini a scegliere”.