AMBULATORIO ASL DEL FLAMINIO: SI MOBILITA CITTADINANZATTIVA

Cittadinanzattiva Flaminio ha inviato una lettera ai dirigenti Asl e al presidente del II Municipio chiedendo la sospensione immediata della procedura di trasferimento dei servizi di piazza Gentile da Fabriano e l’inizio di una consultazione con i cittadini, per esplorare alternative possibili, per mantenere nel quartiere il necessario servizio di assistenza medica e ambulatoriale di base, per la tutela del diritto alla salute dei cittadini. Ai cittadini del Flaminio sta particolarmente a cuore la sorte degli utenti del Centro di Salute Mentale e del Centro diurno, che non si sa dove saranno trasferiti. Al Flaminio, il banchetto davanti alla Asl, che vende i quaderni fatti a mano dalla quindicina di ospiti del centro diurno, è un’istituzione. Queste persone con qualche difficoltà qui sono di casa, conoscono tutti, partecipano alle feste del quartiere, fanno roccia a un circolo sul Lungotevere, yoga alla parrocchia Santa Croce e cineforum in biblioteca. Ma a breve potrebbero essere sradicati da questo ambiente familiare e trasferiti altrove: la direzione della Asl Rm A ha già dato la disdetta al proprietario dei locali e dovrebbe spostare tutti i servizi ambulatoriali – analisi, radiografie, visite specialistiche etc – a via Tagliamento, nel quartiere Trieste. Cinque chilometri e due autobus di distanza, che per gli abitanti del Flaminio – Villaggio Olimpico, specialmente per i più anziani, non sono pochi. Per i servizi ambulatoriali ci si può rivolgere dall’altra parte del fiume, a lungotevere della Vittoria o a Ponte Milvio, andando però a gravare sulle strutture di riferimento di zone altrettanto popolose. Invece per i pazienti psichiatrici questa soluzione nonè praticabile: visto che a Roma vige la competenza territoriale verrebbero rimandati alla loro Asl di residenza. E tutta l’operazione, più che un trasferimento, rischia di diventare un ulteriore impoverimento dei servizi sanitari del quartiere e zone limitofe, dopo la chiusura, nel 2008, dell’ospedale San Giacomo e, recentemente, del Poliambulatorio di via San Tommaso. Una decisione presa in nome del risparmio, che non tiene conto del numero degli abitanti e della distribuzione dei servizi, calata dall’alto senza nessuna informazione ai cittadini, né alcun confronto con tutti i soggetti coinvolti, a partire dai medici del centro di salute mentale e del centro diurno, con cui avrebbero dovuto essere preventivamente valutate le soluzioni più adatte per persone più fragili delle altre. Cittadinanzattiva Flaminio chiede ai responsabili della Direzione della ASL, di Roma Capitale e del II Municipio di sospendere il trasferimento della struttura e di aprire immediatamente un tavolo di confronto con i cittadini e con tutti i soggetti interessati, per individuare soluzioni condivise che comportino una riduzione dei costi e un miglioramento della gestione senza ridimensionare i servizi ai cittadini. E chiedono l’impegno ad individuare una sede nel quartiere dove trasferire almeno i servizi indispensabili e soprattutto il Centro Diurno. Da tempo i comitati cittadini sollecitano un censimento delle proprietà comunali e demaniali, e questa potrebbe l’occasione per verificare quali e quanti siano gli immobili inutilizzati del Flaminio – Villaggio Olimpico e/o per verificare i criteri di assegnazione di locali pubblici ai privati. Mercoledì 13 febbraio gli operatori della Asl insieme ai cittadini del Flaminio faranno un sit in di protesta davanti alla sede della Asl in piazza Gentile da Fabriano n.7.