QUELLA MATTINA DI TRENT’ANNI FA, IN VIA LIVENZA

Giorgio Frau, l’ex brigatista morto l’altro giorno a via Carlo Alberto dove, in compagnia di un ultrà del calcio con un passato da nero, e di un pregiudicato comune, cercava di assaltare una banca, ci riporta indietro nel tempo. Infatti Giorgio Frau, prima militante di Lotta Continua, poi in Prima Linea, formazione armata degli anni Settanta, fino al fatidico 1982, l’anno dell’entrata nelle Brigate rosse (con il compito di ricostruire la colonna romana decimata dagli arresti) è una vecchia conoscenza. Nel 1986, la Corte d’Assise di Roma lo condannava a 6 anni e 8 mesi per l’attentato a Gino Giugni. Già: l’agguato di via Livenza, tra via Tevere e via Po, dove il “padre” dello Statuto dei lavoratori, come era stato definito il giuslavorista, fu gambizzato il 3 maggio del 1983, mentre di mattina usciva dal suo studio. Sono trascorsi trent’anni. Gino Giugni (che ci ha lasciato nel 2009) rimase soltanto ferito, al contrario di Tarantelli e D’Antona, che il terrorismo ha colpito a morte, in analoghe circostanze.