BUSTI DEL PINCIO, SOLTANTO TRE QUELLI DELLE DONNE

VITTORIA COLONNASi arricchisce di argomenti di riflessione il dibattito sulla disparità di genere nella ritrattistica pubblica, le virtù individuali elevate a modello etico e culturale. Lo squilibrio tra la rappresentanza maschile e quella femminile nella nostra città è macroscopico: prova ne sia la sproporzione tra il numero di busti dedicati agli uomini illustri – basta passare in rassegna le gallerie del Pincio e del Gianicolo – e quelli che hanno per protagoniste le donne: 225 a tre (Grazia Deledda, Santa Caterina da Siena e Vittoria Colonna), un bilancio impietoso. Dacia Maraini, scrittrice e saggista, ritiene che il divario iconografico sia un segnale del fatto che «la storia la scrivono i vincitori e i monumenti sono a loro misura». Maraini, dagli anni Settanta impegnata nelle battaglie femministe, vede nel racconto per immagini palesemente sbilanciato a favore degli uomini il segno di una mentalità patriarcale ancora dominante.