STADIO FLAMINIO: I TIFOSI DELLA LAZIO SCENDONO IN CAMPO

La vicenda dello stadio Flaminio è ancora alla ribalta. I tifosi biancocelesti non hanno dubbi al riguardo. La squadra deve giocare nell’impianto progettato da Antonio e Pier Luigi Nervi. E per ribadire la propria intenzione, hanno deciso di mobilitarsi. Secondo i supporter biancocelesti il problema “è strettamente politico” e non si sta affrontando perché “il Comune di Roma”, secondo la Voce della Nord, “non vuole prendersi la responsabilità di far propria una battaglia che noi definiamo di ‘civiltà’ affinchè si risolva questo annoso problema”. Cosa fare quindi, per arrivare “ad una soluzione condivisa tra pubblico e privato in modo da riaprire i cancelli di questo glorioso impianto”? Gli Ultras della Lazio hanno deciso di scendere in campo. Per dare la possibilità alla propria squadra “di sviluppare un proprio progetto di riqualificazione per l’utilizzo dell’impianto”. Intanto dandosi appuntamento a giovedì 2 settembre. “Dalle ore 17.30 alle ore 20 ci troveremo sotto la curva nord dello stadio Flaminio, nel rispetto delle normative covid 19, per far sentire la voce dei laziali, non si deve mancare”. L’obiettivo è chiaro ed i tifosi biancocelesti, su Instagram, lo scrivono in maniera inequivocabile. “Noi vogliamo che lo stadio Flaminio per la sua storia, per la sua ubicazione deve tornare ad essere lo stadio della SS Lazio senza se e senza ma”. Pertanto il prossimo sindaco “deve fare in modo che questa importante opera torni ai fasti ed alle funzioni per le quali è stato costruito”. Lo stadio Flaminio, su cui e è stato scritto un piano di conservazione finanziato dalla Getty Foundation, deve fare i conti con i vincoli che sembrano ostacolarne l’ampliamento. Servono infatti circa altri 10mila posti per renderlo conforme alle competizioni internazionali. I tifosi della Lazio però sono sicuri che questi problemi siano superabili. Mentre i supporter della Roma, aspettano dai Friedkin di conoscere dove vogliano realizzare il loro impianto, quelli della Lazio hanno preso l’iniziativa. Perché “Non c’è più tempo, non ci sono più alibi”. L’appuntamento è fissato.