FILM FEST DI ROMA, UNA MANIFESTAZIONE A RISCHIO

Ora a rischiare è l’esistenza stessa del Festival di Roma. Cominciava così, un anno fa, uno dei tanti articoli dedicati alla travagliata nomina di Marco Müller. Adesso, la situazione è anche peggiore. Mercoledì è andata deserta la riunione del Consiglio di amministrazione. In realtà la domanda è se esista ancora un consiglio in grado di prendere una qualche decisione. Il rappresentante della Regione è dimissionario, quello della Provincia risponde a un commissario, quello del Campidoglio ha davanti un’autonomia di tre mesi prima delle elezioni. Perfino la Camera di Commercio dovrebbe cambiare i vertici in primavera. In questo vuoto il Festival non ha ancora approvato il bilancio 2012 e quindi non sappiamo né se sia stato affrontato il «buco» di 690 mila euro sui fondi promessi dal Campidoglio, emerso due mesi fa, né quale sia il consuntivo reale dell’ultima edizione. Nella nebbia anche l’edizione 2013 per la quale non risulta esistere, ad oggi, un progetto editoriale. Una edizione che potrebbe essere costretta a «dimagrire», mettendo a rischio intere sezioni, tra cui quelle riservate alle novità italiane o ai documentari ospitata al Maxxi. Irrisolta anche la spinosa vicenda del personale, chiamato a contratti di solidarietà di pochi mesi. In questo clima ha fatto rumore mercoledì la dichiarazione di Nicola Zingaretti. Manterrebbe il Festival, gli è stato chiesto : «Se non cambia, no. Sono stato zitto perché non mi piace fare polemiche ma penso che quel festival abbia iniziato a tradire l’idea da cui era nato: un evento popolare con l’obbiettivo di promuovere il cinema tra le persone». Non che sia una novità: in molti si sono chiesti che anima dovesse avere l’appuntamento romano. Che ha litigato con Torino, non è riuscito a dialogare nemmeno con Roma e costa come Venezia. Troppo, se deve andare avanti solo per inerzia. Fonte: Corriere della Sera