SANTA EMERENZIANA: SCOPPIA UNA TUBATURA DELL’ACQUA

Un boato fortissimo, poi la fontana di acqua a cascata. E’ accaduto questa mattina, poco dopo le 11.30, in piazza Sant’Emerenziana, tra corso Trieste e il quartiere africano, dove è scoppiata una tubatura ad alta pressione. Ancora da quantificare i danni. Diversi i disagi provocati alla circolazione, deviate anche sei linee dell’Atac. E un po’ di paura tra i residenti che hanno sentito un forte botto al momento dell’esplosione. Il potente getto d’acqua ha superato in altezza sia la chiesa di Santa Emerenziana che i palazzi intorno raggiungendo il settimo piano, come raccontano gli abitanti. La rottura ha riguardato una condotta di collegamento di diametro di 60 centimetri che porta l’acqua, in quantità davvero enorme, alle diverse adduttrici che servono le utenze del quartiere Africano. I vigili urbani sono a lavoro per bloccare e deviare le auto in circolazione. Sul posto anche vigili del fuoco e tecnici. La piazza, completamente allagata, è stata chiusa al traffico così come via Trasone, via Collalto Sabino (da via Poggio Catino a Sant’Emerenziana), via Nemorense tra piazza Acilia e Sant’Emerenziana. La linea della metro è regolarmente in servizio. A poca distanza, in via Nemorense, c’è un cantiere aperto per lavori di rifacimento del manto stradale. Ma iniziano i primi disagi nelle zone limitrofe. L’Acea ha staccato la corrente elettrica e i negozi e i palazzi di via Nemorense e Libia sono senza elettricità. Mentre i tecnici sono a lavoro per riparare il guasto, bar e ristoranti della zona hanno dovuto interrompere le attività. L’Acea prevede che prima di due ore questa fontana improvvisata, che ha allagato molte strade del quartiere, non verrà interrotta. L’azienda ha spiegato di aver già cominciato le manovre di chiusura della condotta precisando però che le operazioni dovranno procedere ”molto lentamente e con cautela” perché il serio rischio è che se il flusso viene bloccato improvvisamente si possano creare altre ”falle” e conseguenti esplosioni in altre zone della città. Fonte: la Repubblica