PUBBLICITÀ ABUSIVE, COLPIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO

Un plauso all’anonimo vigile urbano che l’altra sera, munito di penna e libretto, redigeva – come si suol dire – un verbale, segnando i telefoni e gli indirizzi delle pubblicità abusive incollate sulla facciata del palazzo di via Cremera, all’incrocio con via Salaria. Da lì sarebbe seguita la relativa multa agli autori delle pubblicità “fai da te” che imperversano dappertutto (senza contare le miriadi di piccoli adesivi). Questo, infatti, è il punto, come diceva sconsolato il pizzardone. Per un cartello abusivo sancito, ne spuntano altri cento. E il personale per fare il repulisti è del tutto inadeguato: un paio di agenti per coprire l’intero territorio del municipio, che è grande come una media città di provincia. Magari, come si diceva una volta, colpirne uno per educarne cento può servire da deterrente. E poi c’è sempre qualche cittadino che dà una mano, togliendo – strada facendo – queste obbrobriose e incivili appendici dai muri.