IL PRIMO MUSEO DEL CRIMINE AMBIENTALE D’EUROPA AL BIOPARCO

Nella Sala degli elefanti, all’interno del Bioparco, è stato presentato il primo museo permanente del Crimine ambientale d’Europa. Fortemente voluto dal presidente della fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa, e dal capo del corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, il nuovo spazio espositivo avrà l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e flora in via d’estinzione. Avorio grezzo e lavorato, pellicce, carapaci di tartarughe, zanne e coralli. Ma anche abiti, scarpe, medicinali e manufatti, tutti realizzati con organi di animali a forte rischio di estinzione. Tutti i reperti esposti provengono dalle migliaia di operazione compiute dalla polizia giudiziaria e dal Corpo forestale dello Stato nell’arco di vent’anni, sia sul territorio nazionale che internazionale. Con oltre 71mila reperti conservati nei magazzini del Corpo forestale e circa 1.500 animali vivi detenuti illegalmente, l’Italia rappresenta uno dei maggiori mercati di prodotti ed articoli derivati da specie animali e vegetali, il cui giro d’affari, a livello internazionale, è stimato intorno ai 260 miliardi di euro l’anno. Cifra che proietta il traffico illegale di animali al terzo posto dopo quello della droga e delle armi. “Bisogna ringraziare la società farmaceutica produttrice del Viagra – afferma ironico Federico Coccìa – perché da quando è in commercio la pillola blu vengono uccisi molti meno rinoceronti, il cui corno veniva utilizzato per creare medicinali presunti afrodisiaci”. “I bambini – conclude il presidente – saranno i principali fruitori del nuovo museo, affinché gli uomini del domani capiscano quanta importanza abbia la protezione dell’ambiente e la salvaguardia degli animali”.